La mostra fotografica “Scars of life” è l’iniziativa dell’ AORN Cardarelli per porre l’accento sui risultati ottenuti nella lotta al cancro, che oggi consentono aspettative di vita fino a qualche anno fa inimmaginabili, grazie soprattutto alla prevenzione. L’evento, a cura del Comitato Ad Astra, organizzazione di volontariato liberamente costituita da un gruppo di amici, vedrà l’esposizione dal 10 al 20 marzo degli scatti di Daniele Deriu, parte di un progetto che lo ha impegnato per tre anni e frutto del suo “sguardo percepito” sul corpo femminile. La mostra sarà presentata sabato 10 marzo alle ore 11 presso il padiglione N, al secondo piano, dal Direttore Generale Ciro Verdoliva e dal Presidente Comitato AD ASTRA Giovanna Passariello, con la partecipazione della testimonial Cristina Donadio.

“Ospitare questa mostra fotografica ci aiuta a trasmettere il senso della nostra mission: lavoriamo per garantire salute” scrive il DG Ciro Verdoliva. “Il percorso di guarigione è inevitabilmente un percorso doloroso, che produce cicatrici, non sempre visibili. Talvolta a pesare di più sulla vita dei nostri pazienti sono le cicatrici dell’anima, quelle che nessuno può scorgere sulla pelle, che sono però ben chiare ha chi ha voglia di guardare oltre. Gli scatti di questa mostra mettono in luce le cicatrici invisibili dell’anima con quelle ben visibili sulla pelle, che sembrano offendere, insultare, il corpo. La verità è che quelle cicatrici sono la memoria di una battaglia, combattuta e vinta. Sono il segno della forza di volontà. Perché no, dei progressi che la scienza medica ha fatto nel corso dei decenni. Il nostro auspicio è che sempre di più, grazie alla prevenzione, le cicatrici possano essere sempre meno frequenti. A tutte coloro che invece ne portano il segno vogliamo dire: «Non abbiate paura. Siate fiere di quel segno, fate di quella cicatrice di vita una medaglia. Avete attraversato l’inferno e ne siete uscite». Il nostro impegno è e sarà sempre quello di sollecitare alla prevenzione e, quando questo non è possibile, di essere al fianco di chi lotta. Alla fine, se saranno rimasti dei segni, ne saremo fieri. Del resto, solo chi è riuscito a combattere e vincere la propria battaglia porta con se cicatrici di vita, senza timore a mostrale, così da fare forza a chi nell’inferno c’è ancora”.

CONDIVIDI