Non tira una buona aria tra sanità privata e Regione. I soci di Federlab Campania, riuniti in assemblea generale a Napoli, imputano al governatore De Luca il mancato rispetto di quella “rivoluzione” in sanità promessa, e dell’accostamento ai laboratori privati annunciato ma non ancora attuato. «Dal presidente De Luca ci saremmo aspettato una maggior assunzione di responsabilità – tuona l’ex senatore Vincenzo D’Anna, presidente dell’Ordine nazionale dei biologi – Capiamo le difficoltà e l’enorme debito della sanità regionale che ha ereditato, tuttavia finora abbiamo ottenuto solo promesse e nessuna seria programmazione del reale fabbisogno del comparto in termini di prestazioni». Di svolte i laboratori giurano di non averne viste, anche se i tempi dei pagamenti sono abbattuti. «Dobbiamo dare atto a De Luca che ha normalizzato questo aspetto – precisa D’Anna – ma questo perché ci siamo astenuti dal fare decreti ingiuntivi per le somme che non ci stanno riconoscendo. Nel momento in cui cominciamo, finirà pure la regolarità dei pagamenti». Uno dei capi d’accusa riguarda i tetti di spesa trimestrali, effetto di un provvedimento dell’ex commissario alla sanità Joseph Polimeni: De Luca, dopo avergli fatto la guerra, non ha provveduto a cancellare il decreto che fa infuriare i centri privati. E ancora: «Se prima, con i tetti annuali, il budget finiva tra ottobre e novembre – spiega l’ex senatore – adesso i cittadini si ritrovano costretti a pagare di tasca propria esami e analisi in media una volta ogni due mesi oppure, se non vogliono mettere mano al portafogli, devono inserirsi nelle liste d’attesa degli ambulatori pubblici con tempi a dir poco dilatati”. I privati lamentano anche la mancata programmazione del fabbisogno e rischi per i livelli occupazionali.Ecco perché il settore pianifica una manifestazione in cui stabilire le forme di protesta e lanciare un ultimatum: la sospensione delle attività sarà infatti un passaggio obbligato per ribadire le posizioni di Federlab.
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