Totale assenza di posti letto in Medicina generale (8 barelle nei corridoi), saturazione della Medicina d’urgenza (5 barelle) e tutto esaurito in Neurologia (3 barelle). A distanza di due settimane dall’allerta scattato per la saturazione degli 8 posti letto della rianimazione, il nosocomio di Fuorigrotta torna a palesare una situazione di emergenza,messa nero su bianco in un dispaccio inviato alla centrale operativa del 118.  «Gli operatori – si legge nella nota – in numero chiaramente ridotto per assicurare un’adeguata assistenza per una così numerosa utenza, si dichiarano non responsabili del disservizio». Nella nota si chiede che il 118 eviti il trasporto di pazienti al presidio preferendo altre strutture della Asl che «sebbene non dotate di pronto soccorso sono ormai fomite di personale ed attrezzature adeguate». Un chiaro riferimento all’ospedale del mare che ha intanto accolto anche l’Utìc (terapia intensivacoronarica) e l’emodinamica del Loreto Mare. Per il San Paolo, ancora sprovvisto di una Cardiologia (che dovrebbe arrivare dall’Ascalesi, ma non si sa quando), abituato a lavorare in sinergia con il presidio di via Vespucci i percorsi di cura si complicano. Almeno fino a quando l’ospedale del mare non entrerà definitivamente in funzione. In ogni caso i trasferimenti da un capo all’altro della città restano poco agevoli per operatori e pazienti. Tenuto conto che il San Paolo costituisce la prima frontiera assistenziale che serve quattro municipalità (Pianura, Seccavo con il Rione Traiano, Bagnoli e Fuorigrotta) per quasi 400 mila abitanti, lo stato attuale delle cose rappresenta un rischio non trascurabile per la salute dei cittadini. Non resta che sperare che, come avvenuto il mese scorso per la questione anestesisti, i tempi di risoluzione del problema si rivelino brevi.

CONDIVIDI