Affrontare le problematiche delle popolazioni migranti del bacino del Mediterraneo, riflettendo sull’importanza di un’adeguata assistenza sanitaria, soprattutto per le fasce più deboli, e di efficaci percorsi di prevenzione delle malattie è l’obiettivo del workshop internazionale “La costruzione della pace nel Mediterraneo – Salute della donna e del bambino migranti dai territori di guerra”, promosso dal Distretto Rotary 2100, organizzato dal Rotary Club Napoli Castel Sant’Elmo e patrocinato anche dall’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II.

Istituzioni, professionisti della salute, studiosi, esperti e cittadini si confronteranno, sabato 13 aprile, dalle 9.00 alle 18.00, presso la Sala dei Baroni del Maschio Angioino, attraverso forum, talk-show e testimonianze, per favorire una rinnovata consapevolezza sullo stato di salute dei popoli, tra i pilastri fondamentali per costruire il futuro della globalizzazione. Negli ultimi anni, infatti, un gran numero di migranti ha raggiunto il nostro Paese, ciò ha sovvertito la geografia ormai consolidata delle patologie endemiche, ematologiche ed infettive dei singoli Stati di provenienza. Malattie che circa venti anni fa si ritenevano debellate in Europa, o comunque sotto controllo, come la tubercolosi, la gonorrea e la sifilide, purtroppo oggi sono nuovamente presenti ed addirittura, nel caso della tubercolosi, con una variante genica antibiotico resistente. Inoltre, sotto il profilo psichico, le persone esposte a gravi traumi prima e durante la migrazione presentano disturbi in misura maggiore rispetto alla popolazione autoctona e ai migranti economici. Nella pratica clinica rivolta a richiedenti asilo e rifugiati che hanno subito violenze estreme o torture, si riscontrano gravi disturbi del sonno con pensieri invasivi, crisi di depersonalizzazione e si riscontra inoltre un’associazione particolare tra tortura e dolore cronico.

Il workshop sarà anche l’occasione per fare il punto sul progetto Rotary “Una rete per TE. Talassemia ed Emoglobinopatie” nel Mediterraneo. Inizialmente sviluppato in Marocco, il progetto oggi si estende ad altri paesi della fascia mediterranea e in Italia ed ha l’obiettivo di migliorare le conoscenze sulla talassemia e le altre emoglobinopatie e di poterle prevenire e curare. L’anemia mediterranea (o talassemia major) è una grave malattia ereditaria che colpisce i bambini fin dai primi mesi di vita ed è causata da un’anomalia ereditaria dei globuli rossi (la microcitemia) che, insieme ad altre emoglobinopatie, è l’alterazione genetica più frequente in Italia e più diffusa nel mondo (circa 400.000 malati e ogni anno circa 60.000 nuovi casi). In Italia, è ormai sotto controllo grazie ad un’azione di prevenzione primaria (la nascita di figli malati si previene se si evita la procreazione fra due portatori di microcitemia), alla diagnosi prenatale e all’attività medica e farmacologica. Nei paesi del Nord Africa, invece, la talassemia conduce spesso alla morte precoce di bambini e giovanissimi o li espone alle gravi complicanze soprattutto di tipo scheletrico.

Il convegno, aperto dai saluti istituzionali del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, del Console della Repubblica di Tunisia a Napoli Beja Ben Abdelbaki Fraoua, del Direttore dell’Ufficio Diocesano Migrantes Don Pasquale Langella e del Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II Vincenzo Viggiani, sarà articolato in tre sessioni.

La prima sessione sarà dedicata al forum “In fuga dalla guerra a poche ore da noi”, moderato da Giuseppe Galloro Associato di Chirurgia Generale dell’Università Federico II e Ottavio Lucarelli Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania. A seguire il talkshow “Mamme e Bambini” condotto e moderato da Chiara Del Gaudio, giornalista RAI UNO Unomattina. Mentre la terza sessione, moderata da Cesare Formisano, Associato di Chirurgia Generale federiciano e Diana Galletta, Psichiatra dell’AOU Federico II, sarà dedicata alle testimonianze sul tema delle migrazioni e dei disturbi da stress post-traumatici che colpiscono donne e bambini, e vedrà tra gli altri la partecipazione di Pietro Bartòlo, medico di Lampedusa.

La partecipazione all’evento è gratuita e aperta a tutti. La registrazione dei partecipanti sarà effettuata il giorno stesso dell’evento, al termine della giornata sarà rilasciato un attestato di partecipazione.

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