Una storia che intreccia dramma e romanticismo con i temi dell’immigrazione e della vita in un reparto d’ospedale, tra paure, errori, omertà e slanci di onestà. Esce oggi in sala ‘Ippocrate’, film di Thomas Lilti (autore anche de ‘Il medico di campagna’ uscito nel 2016) presentato al Festival di Cannes nel 2014. Un’opera in parte autobiografica, visto che Lilti da giovane ha intrapreso gli studi di Medicina, svolgendo parallelamente la carriera di regista.

“Da adolescente avrei voluto diventare regista, ma dietro la pressione dei miei genitori capii che era necessario intraprendere degli studi seri, e visto che mio padre era medico optai per Medicina per garantirmi un futuro”, afferma Lilti.

La trama di ‘Ippocrate’ ruota attorno al personaggio di Benjamin, giovane medico tirocinante atteso al suo primo giorno nel reparto di Medicina interna dove lavora il padre. Qui inizia a vivere le enormi difficoltà di questa professione, il peso schiacciante della responsabilità, unito al rapporto con il medico straniero Abdel, molto più competente ed esperto di lui. Benjamin compirà il suo viaggio all’interno della professione medica dove verrà a contatto con i suoi limiti, le sue paure e preoccupazioni. “L’argomento centrale sta proprio nel peso della responsabilità di cui un medico può farsi carico – spiega Lilti – i dubbi che ti assalgono di continuo, il chiedersi se un errore commesso potrebbe avere conseguenze gravi”. La componente autobiografica è ben visibile anche nella sceneggiatura, dove il regista tende a distaccarsi dall’immaginario creato dalla rappresentazione dello spazio narrativo del reparto ospedaliero delle tante serie tv che negli anni hanno raccontato la vita dei medici e degli ospedali.

“In televisione la rappresentazione dell’ospedale avviene attraverso immagini stereotipate, mentre io mi sono rituffato nei miei ricordi per ritrovare le emozioni vissute in quegli anni”, osserva il regista. Rappresentare la realtà dell’ospedale così com’è realmente è uno degli obiettivi principali di Lilti, che assegna al personale sanitario la parte di loro stessi, poiché “la dimensione romantica di ‘Ippocrate‘ non ha fondamenta solide se l’ambiente non è credibile in ogni dettaglio, anche il più piccolo”, sostiene il regista.

Per la parte del giovane protagonista Benjamin Barois è stato scelto Vincent Lacoste, già interprete della commedia sull’adolescenza ‘Il primo bacio’ di Riad Sattouf, uscita in Italia nel 2011. “Conoscevo bene Lilti, avevo molto apprezzato il suo primo film e sono stato contento che abbiano pensato a me per un ruolo – ha affermato Lacoste – anche perché non penso di recitare la parte dell’adolescente per tutta la vita. Mi sono subito riconosciuto nel personaggio, e ciò ha creato in me il desiderio di essere Benjamin Barois”.

Un bel banco di prova per il giovane attore al suo primo ruolo drammatico in carriera: “Ho affrontato la situazione come sempre in precedenza – ha aggiunto – come se si trattasse di una commedia, non del mio primo ruolo drammatico. Non cerco mai di far ridere o di essere serio, cerco di fare e diventare il personaggio”.

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