Diventare mamma in modo assolutamente sofferto, ma potersi dire vincente. Un miracolo avveratosi  lo scorso 15 febbraio quando, come riportato da ‘Il Mattino’, un’ avvocatessa di Salerno, dopo essere stata seguita dal professore Raffaele Petta, direttore dell’unità operativa “Gravidanza a rischio” dell’ospedale Ruggi di Salerno, ha messo al mondo una bimba, a seguito di una delicatissima gravidanza. Una storia che sembra incredibile: dopo tre interventi di asportazione di miomi e dopo essersi sottoposta alla ricostruzione dell’utero, essendo affetta da placenta accreta – una patologia che può mettere a rischio la vita della partoriente -, da trombofilia dovuta ad un’alterazione della coagulazione del sangue e da sindrome di gitelman, che comporta una grave perdita di magnesio e di potassio, la 43enne è riuscita a realizzare il suo sogno, possibilità quanto mai remota, anche a causa dell’utero, che rischiava di rompersi in qualunque momento.

Il suo sogno di maternità si è avverato lo scorso 15 febbraio quando, come riportato da ‘Il Mattino’, un avvocatessa di Salerno, dopo essere stata seguita dal professore Raffaele Petta, direttore dell’unità operativa “Gravidanza a rischio” dell’ospedale Ruggi di Salerno, che ha preso in cura la paziente monitorando costantemente la delicatissima gravidanza, ha potuto finalmente stringere al petto la sua bambina, un miracolo di un chilo e 980 grammi venuto alla luce grazie all’equipe diretta dal primario Petta e composta dal dottor Mario Polichetti, dall’ostetrica Patrizia Santoro e dagli anestesisti Teresa Di Gennaro e Flora Minichino.

CONDIVIDI