La Ragioneria Generale dello Stato – con una nota sull’Atto di Indirizzo integrativo per l’Area della Dirigenza medica, veterinaria e sanitaria predisposto dal Comitato di Settore delle Regioni – ha messo in luce il macigno, che nessuno, sin ora, ha voluto vedere, che grava su questo contratto.L’inserimento dell’indennita’ di esclusivita’ di rapporto nella massa salariale dei dirigenti medici, veterinari e sanitari, e’ indispensabile per rendere giustizia alla categoria, affinche’ essa ottenga gli stessi aumenti riconosciuti agli altri dipendenti della Pubblica Amministrazione.Il contratto di medici, veterinari e dirigenti sanitari del Ssn e’ l’unico del comparto sanita’ ancora al palo, un ritardo imperdonabile che colpisce chi ha ruoli di responsabilita’ diretta nella diagnosi e cura dei pazienti e nella protezione della salute, assicurando, in modo insostituibile, un diritto costituzionale fondamentale.Le organizzazioni sindacali della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria non possono accettare che un parere tecnico, che ha lo scopo di evidenziare al Governo un problema, si trasformi, per l’inerzia del Governo in questa fase, in una ostruzione sul percorso del nuovo contratto.La questione che oggi guadagna gli onori della cronaca e’ una questione politica basilare, posta da tempo dai sindacati della dirigenza, su cui si devono misurare le relazioni tra Governo futuro e Organizzazioni sindacali dei dirigenti della sanita’ pubblica, dopo che e’ stata archiviata con un finale “niente di fatto” una politica fallimentare per il personale della sanita’.La questione non e’ chiusa e tocca anche alle Regioni assumere iniziative idonee a sbloccare la trattativa, dopo che hanno colpevolmente sottodimensionato gli oneri economici del rinnovo contrattuale della dirigenza medica e sanitaria, giocando sulla presunta ambiguita’ dei testi di precedenti contratti, pur avendo fatto cassa sui risparmi derivanti dal costo del personale.I partiti che si apprestano a formare un nuovo Governo devono urgentemente intestarsi un problema che si trascina da 10 anni, da cui dipende il destino stesso della sanita’ pubblica e delle professioni dirigenziali nel suo contesto, cercando una soluzione soddisfacente, rispettosa del diritto alla cura dei cittadini e di chi lavora con alto senso di responsabilita’ per una sanita’ pubblica, equa ed accessibile anche in futuro.
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