Luca, Sveva e altri nove bambini, figli di coppie arcobaleno, da questa mattina hanno due genitori ufficialmente riconosciuti. A Napoli, nel corso di una cerimonia ufficiale in Comune, il sindaco Luigi de Magistris, in qualita’ di ufficiale di governo, ha proceduto alla registrazione dei nomi di entrambi i genitori negli atti di nascita di figli e figlie di 9 famiglie omogenitoriali. Questo riconoscimento segue i casi gia’ avvenuti in altri capoluoghi e citta’ d’Italia come Milano e Torino. “E’ una bella giornata di gioia, di vita e di diritti che ha visto coniugare legalita’ e giustizia. Su tutti, prevalgono i legami fondati sull’amore – ha detto l’ex Pm -. Abbiamo visto famiglie unite e piene d’amore che vogliono solamente che siano riconosciuti gli stessi diritti a tutti i bambini, tutti uguali e differenti, nell’uguaglianza diritti, che e’ uno dei capisaldi di ogni comunita’ e ordinamento democratico”. L’atto formale del sindaco riguarda due diverse fattispecie: per 7 famiglie, come ha spiegato l’assessore alla Trasparenza, Alessandra Sardu, “la prima mamma aveva gia’ riconosciuto il proprio figlio e oggi anche la seconda mamma dichiara che intende riconoscere il bambino. Per altre 2 famiglie, invece, si tratta di figli nati all’estero, dove gia’ era stato riconosciuto, oltre al primo, anche il secondo papa’. Procediamo a trascrivere nei registri dell’anagrafe atti gia’ validi in un altro stato estero”. Le 9 famiglie omogenitoriali sono state accompagnate nel loro percorso di riconoscimento dei figli dall’associazione Famiglie Arcobaleno, rappresentata dall’avvocato Francesca Quarato: “Interpretiamo norme che gia’ esistono – ha sottolineato – ma non si tratta di una interpretazione fantasiosa di leggi o di giurisprudenza creativa”. Il legale dell’associazione ha ricordato il concetto della “responsabilita’ genitoriale” e in particolare una pronuncia della corte d’Appello di Napoli che recentemente ha sancito “il diritto di una donna di adottare il figlio biologico della compagna, con la quale e’ unita civilmente e ha condiviso il progetto di filiazione”. “Il bambino – ha aggiunto Quarato – deve essere tutelato a 360 gradi: per le persone che si assumono la responsabilita’ di diventare genitori non si puo’ parlare solo di un diritto ma di un dovere nei confronti del proprio figlio”. 
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