Sebbene il virus Zika sia ampiamente noto per un focolaio abbastanza recente che ha causato la nascita di bambini con microcefalia (la circonferenza del cranio notevolmente piu’ piccola della media) e altre malformazioni, gli scienziati hanno faticato a spiegare come colpisca i bimbi mentre crescono nell’utero. Ora, una nuova ricerca suggerisce che il virus danneggia la placenta delle mamme incinte. Uno studio della Oregon Health and Science University , pubblicato su Nature Communications (https://www.nature.com/articles/s41467-017-02499-9) descrive infatti come l’infezione da virus Zika in cinque scimmie rhesus gravide abbia causato l’ispessimento e l’infiammazione dei tessuti della placenta. Come conseguenza, i ricercatori hanno osservato che meno ossigeno veniva trasportato attraverso la placenta stessa. La diminuzione dei livelli di ossigeno in una placenta – evidenziano – puo’ compromettere lo sviluppo del feto e in definitiva la salute del bimbo dopo la nascita. I ricercatori hanno utilizzato una tecnica di risonanza magnetica non invasiva in vivo per valutare i livelli di ossigeno all’interno della placenta e il flusso di ossigeno stesso tra madre e bambino. Hanno scoperto che, nelle scimmie infettate da Zika all’inizio della gravidanza, il tasso di trasporto dell’ossigeno attraverso la placenta e’ diminuito di circa 10 volte. Il gruppo di ricerca ha anche determinato che il virus Zika puo’ facilmente passare da madre a figlio e rimanere nel bambino a lungo termine, portando a un’infezione cronica nell’utero. I ricercatori stanno utilizzando le conoscenze acquisite per aiutare a sviluppare un vaccino contro Zika sicuro ed efficace da utilizzare durante la gravidanza.
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