Una vasta gamma di farmaci, dalle terapie antitumorali agli antipsicotici, influisce sulla crescita di microrganismi che si trovano nel nostro intestino. Questo comporta che non sono solo gli antibiotici ad avere un impatto sulla flora e sullo sviluppo della resistenza. E’ l’allarme lanciato su ‘Nature’ dagli esperti dell’European Molecular Biology Laboratory. Il loro studio ha esaminato l’impatto sulla flora intestinale umana di quasi 1.200 farmaci comuni tra cui prodotti per l’ulcera, i tumori, l’ansia e anche ormoni.

In totale, 38 specie batteriche che si trovano nell’organismo umano sano sono state esposte a queste molecole chimiche in laboratorio. Il team è rimasto sorpreso nel constatare che degli 835 farmaci testati, progettati per interagire con le cellule umane anziché con i batteri, quasi un quarto ostacolava nei fatti la crescita di almeno una specie batterica, un fenomeno riscontrato trasversalmente tra tutti i diversi tipi di farmaci e su microrganismi sia patogeni che ‘buoni’. “E’ probabile che questa stima del 25% sia valida anche se consideriamo più farmaci”, ha detto Kiran Patil, un autore dello studio.

La maggior parte dei non antibiotici ha agito su una specie o poco più di batteri, ma ben 40 prodotti hanno bersagliato 10 o più specie. Fra questi, notano gli esperti, ce ne sono 14 il cui effetto antibatterico non era noto in precedenza. Il team sottolinea comunque che questi risultati non sono necessariamente cattive notizie, ma “l’emergenza della resistenza agli antibiotici è un grosso rischio per la salute in tutto il mondo e tutti gli aspetti che potrebbero contribuire a combatterla dovrebbero essere considerati molto seriamente”, affermano.

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