Le aziende farmaceutiche potrebbero fare molto di piu’ contro il fenomeno della resistenza agli antibiotici, ma qualcosa si sta muovendo sia sul fronte dei nuovi farmaci allo studio che sulle politiche per scoraggiare l’uso indiscriminato di quelli esistenti. Lo afferma un rapporto presentato a Davos dalla Access to Medicine foundation, che ha censito 28 molecole in fase avanzata di sviluppo contro i batteri indicati come prioritari dall’Oms. Il rapporto ha valutato le 30 maggiori compagnie al mondo dando loro un punteggio in base ai farmaci in sviluppo, alle politiche per la fabbricazione responsabile, ad esempio con azioni per ridurre la presenza di antibiotici negli scarichi, e alle iniziative per un uso ‘saggio’. Circa meta’ delle aziende, risulta dal documento, hanno messo in campo delle azioni per monitorare il fenomeno della resistenza, soprattutto dei batteri che causano la polmonite. Otto hanno politiche attive per ridurre la dispersione dei farmaci nell’ambiente, e quattro le richiedono anche ai loro fornitori. Quattro compagnie stanno iniziando a eliminare la quantita’ di antibiotici venduti dai parametri per i bonus ai venditori. “Anche se le compagnie stanno affrontando il problema – sottolinea Jayasree Iyer, direttore esecutivo della fondazione, molte sono appena all’inizio. E’ vero che ci sono importanti nuove medicine in arrivo, ma e’ opinione comune che non basteranno a sostituire quelle che non sono piu’ efficaci”.

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