Il 30 dicembre di cinque anni fa moriva Rita Levi Montalcini, grandissima donna italiana, premio Nobel per la Medicina nel 1986. Sarebbe bello che nel suo nome tanti ragazzi e soprattutto ragazze si avvicinassero sempre di piu’ alla medicina, alla ricerca, all’innovazione. Al futuro, insomma. Educare a provarci, a mettersi in gioco, a vincere i tabu’ e’ un grande valore per l’Italia di oggi e di domani. Ma credere nella scienza significa mettere da parte i finti guru e i professionisti dell’odio. Beppe Grillo ha insultato la Levi Montalcini in tutti i modi, per anni. Alla fine l’ha definita con un epiteto che mi vergogno (per lui) anche soltanto a ricordare”. Lo scrive su facebook il segretario del Pd, Matteo Renzi, che aggiunge: “Sarebbe un gesto bello per tutti gli italiani – a cominciare da quelli che votano Cinque Stelle – se domani Beppe Grillo, nel sobrio discorso che fa in contemporanea al Capo dello Stato, trovasse la forza di chiedere scusa per quelle parole indegne. Sarebbe un atto di civilta’ prezioso non tanto per la campagna elettorale, quanto per l’educazione civica delle nuove generazioni. Perche’ Rita Levi Montalcini e’ stata un gigante del nostro tempo di cui l’Italia non puo’ che essere orgogliosa. Nel tempo delle fake news sulla medicina, delle cure miracolose che non esistono, dei presunti complotti sui vaccini, e’ necessario ribadire con ancora piu’ forza e determinazione che stiamo dalla parte di chi crede nella scienza e non nei guru. Di chi crede nella ricerca e non nell’odio. Di chi crede nel messaggio di personalita’ come Rita Levi Montalcini e non degli apprendisti stregoni”, conclude il leader del Pd.