L’escalation di razzismo che sta interessando il nostro Paese, con un preoccupante aumento di episodi di violenza e intolleranza, non risparmia l’ambito dell’assistenza sanitaria.

Che vuoi? Vattene! Questo non è l’ufficio del veterinario», sono queste le frasi che si sarebbe sentito dire da parte di un dipendente della Asl un italiano di colore, solo per aver chiesto delle informazioni. E’ successo a Giulianova (Teramo). «Ci sono rimasto davvero male, è la prima volta che mi capita una cosa del genere», inizia così il racconto di Ibrahima Diop (nella foto), classe 1979 e residente a Roseto degli Abruzzi. E alla fine, ha deciso di sporgere formale denuncia presso il comando dei Carabinieri. Ibrahima originario del Senegal, è arrivato in Italia nel 2000 per motivi di lavoro, solo dopo qualche mese si è fermato a Roseto dove si è perfettamente integrato nel tessuto cittadino, ha trovato un lavoro, si è sposato una donna italiana ed ha un figlio di 16 anni. Il ragazzo è molto educato, stimato e ben voluto da tutta la cittadinanza. Una bella storia di perfetta integrazione. La bella favola è stata è però rovinata da un dipendente della Asl, descritto da Ibrahima come un uomo tra i 50 e 60 anni, alto, capelli grigi, occhiali e altri particolari molto tecnici che saranno adesso al vaglio degli inquirenti dopo i passi di legge effettuati.
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