Si spendono molti soldi, ma i progressi per migliorare la salute e le cure nel mondo rallentano. Nel 2017 i miglioramenti sulla mortalità si sono fermati e peggiorati in alcuni paesi. Inoltre a metà dei paesi mancano operatori sanitari e metà delle morti nel mondo sono state causate da quattro fattori di rischio: ipertensione, fumo, glucosio alto nel sangue e alto indice di massa corporea. E’ quanto emerge dal rapporto Global Burden of Disease (GBD), pubblicato sulla rivista Lancet.
“Il mondo ha visto diverse storie di successo per la salute – Christopher Murray, direttore dell’Institute for Health Metrics and Evaluation, che ha coordinato il rapporto – Gli investimenti fatti nei paesi poveri sulle cure prenatali e i problemi di igiene hanno fatto la differenza per la vita di queste persone.
Ma la combinazione di rischi metabolici e invecchiamento della popolazione continuerà a far salire le malattie croniche”. Ma non è questo l’unico problema individuata dall’indagine. C’è infatti la carenza di forza lavoro sanitaria in quasi la metà dei paesi (47%), dove ci sono meno di 10 medici per 10mila abitanti e il 46% può contare su meno di 30 infermiere o ostetriche ogni 10mila. Peraltro, l’emergere di problemi come guerre e conflitti, terrorismo e la crisi dei farmaci oppioidi potrebbe avere delle conseguenze negative nel tempo, se non si interviene.
Oltre alle malattie croniche, c’è da sottolineare che le prime tre cause di disabilità nel 2017 (e negli ultimi 30 anni) sono state lombalgia, emicrania e depressione.

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