“Perche’ l’uomo comanda la donna? Perche’ alcune donne hanno paura di denunciare le violenze? Come si fa a capire quando si e’ in pericolo?”. Sono alcune delle domande che gli alunni delle medie dell’istituto comprensivo Savio-Alfieri di Secondigliano, a Napoli, hanno rivolto agli esperti di violenza di genere. Attraverso il progetto Salva (Sostegno alle azioni di lotta contro la violenza per l’automomia) – finanziato con il contributo della Fondazione con il Sud e messo in campo dalle associazioni Cora, Arci Donna, Salute Donna e A Ruota Libera – l’istituto scolastico diretto da Marianna Guarino ha organizzato e ospitato una due giorni di corso di formazione, informazione e prevenzione per i propri studenti. Il primo appuntamento questa mattina, il prossimo il 7 maggio. “Oggi dovete essere curiosi”, ha esordito la dirigente scolastica rivolta ai suoi allievi che l’hanno presa in parola e tra video, spiegazioni, domande, non hanno fatto mancare la propria partecipazione. A spiegare loro, nella prima giornata, concetti come stereotipi di genere, violenza, stalking, c’erano le specialiste del Centro Dafne del Cardarelli Valentina Caso (psicologa) e Marisa Porzio (ginecologa); Mario Guarino (responsabile ps Cto); Rosa Di Matteo (psicologa Arcidonna). In platea ragazzi e ragazze di 11-12 anni, alcuni dei quali hanno gia’ ben chiare alcune dinamiche che concorrono ad alimentare la violenza di genere: “Noi possiamo servire a stirare, a cucinare, a educare i bambini, mentre l’uomo – spiega Elisa, che frequenta la seconda media – e’ visto come forte, pronto a difendere la donna, come se la donna non sapesse difendersi da sola”.
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