Sempre piu’ adolescenti chiedono il “ritocchino” chirurgico. Molti sono assecondati, e in alcuni casi incoraggiati dai genitori. Non sono rari i casi in cui una seduta dal chirurgo estetico e’ un regalo di compleanno. Gli psicologi italiani lanciano l’allarme: “dietro questi comportamenti – dicono – spesso si annidano disagi psicologici che non possono e non sono risolvibili solo con il bisturi. E’ necessario intervenire prima che il danno diventi irreparabile”. Di cio’ di parlera’ nel corso dell’incontro che si terra’ a Roma il prossimo 15 giugno. Il convegno e’ organizzato dalla societa’ scientifica di psicologia, Form Aupi, e dall’associazione unitaria degli psicologi italiani, Aupi. Un recente studio, che ha coinvolto la societa’ italiana di medicina estetica, ha rivelato che il ‘ritocchino’ piace molto agli adolescenti di eta’ compresa tra i 13 e i 18 anni. Tanto che su 2.265 ragazzi intervistati il 17,7 per cento di loro vorrebbe migliorare qualche parte del corpo facendo uso della medicina estetica e della chirurgia plastica. In generale, in Italia, cresce sempre di piu’ il numero di persone che si rivolgono al chirurgo per migliorare il proprio aspetto fisico. Sappiamo, grazie ai dati dell’Isaps – la societa’ internazionale di chirurgia plastica estetica – che l’Italia e’ salita al quarto posto della classifica fra i Paesi con maggior numero di ritocchi o operazioni chirurgiche: 814 mila interventi all’anno nel 2017. Non esiste un dato preciso e attendibile, invece, sul numero degli adolescenti italiani che si rivolgono al chirurgo. Nonostante l’assenza di dati ufficiali, le statistiche e i moniti lanciati dai chirurghi plastici ed estetici ci indicano che la percentuale e’ in costate crescita.

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