In un anno, circa 13 mila bimbi sono nati grazie alle tecniche di procreazione medicalmente assistita e, nello stesso tempo, circa 75 mila persone si sono rivolte ai centri di Pma. Questi i dati del registro sulla Pma dell’Istituto Superiore di Sanita’ del 2015. L’impatto del percorso di Pma e’ significativo, tanto che mediamente il 40% delle coppie abbandona il percorso in fasi diverse. Tendenzialmente e’ dal terzo tentativo che si registra la percentuale di abbandono piu’ alta. Una delle cause e’ sicuramente la difficolta’ a livello emotivo e psicologico della coppia di affrontare lo stress di ripetuti risultati negativi secondo gli esperti, che evidenziano anche che di fatto i centri di Procreazione Medicalmente Assistita hanno l’obbligo di garantire alle coppie un sostegno psicologico. All’impatto della procreazione medicalmente assistita sulla vita di coppia e’ dedicata una ricerca presentata al 1 Congresso Nazionale della Societa’ Italiana della Riproduzione Umana (Siru), condotta dall’equipe del Dipartimento di Psicologia della “Sapienza” Universita’ di Roma. L’equipe, coordinata dalla professoressa Laura Volpini, ha indagato sul motivo per cui si persiste nel percorso di Pma, analizzando un campione di circa 1000 coppie (eta’ 35-45 anni) sottoposte a Pma omologa, di 4 centri di Pma in diversi regioni italiane. Dai dati e’ emerso che proseguono nella procreazione medicalmente assistita, nonostante gli ostacoli, le coppie che hanno maggiore convinzione di riuscire, insieme al supporto della rete sociale e medica. Dal Congresso arriva anche un vademecum per indirizzare le coppie infertili quando intraprendono il percorso di procreazione medicalmente assistita (Pma):
1) Rivolgersi al proprio medico curante e al proprio ginecologo e allo psicologo di fiducia, se, dopo circa un anno di tentativi, non si e’ ottenuta una gravidanza o ci sono problemi di poliabortivita’ 2)Farsi indicare il centro specializzato piu’ vicino 3) Condividere le difficolta’, non isolarsi 4) Non affidarsi a forum o chat che danno consigli medici, perche’ sono fuorvianti e non basati sulla scienza medica 5)Informarsi se nella propria regione si rientra nella fascia d’eta’ riconosciuta per i Lea (ticket sanitario) 6) Chiedere una consulenza psicologica durante tutto il percorso 7) Chiedere di un medico di riferimento per tutta la durata 8) Farsi aiutare dal medico e dallo psicologo nel fare un bilancio nell’elaborazione dei vissuti e nel prendere ulteriori decisioni, in caso di fallimento di un trattamento di Pma 9) Chiedere informazioni mediche e supporto psicologico nel prendere un’eventuale decisione circa una fecondazione eterologa 10) Nel caso di una risoluzione positiva del proprio progetto genitoriale, chiedere una consultazione con lo psicologo del centro circa ipotesi di donazione anonima dei gameti crio-congelati. 

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