“Nella Legge europea 2017 che Mdp non voto’ in Parlamento c’e’ una norma (art.28) che, se applicata, consentirebbe di consegnare i dati riservati di tutti gli italiani ai privati, senza la necessita di alcun consenso. Questo, per esempio, potrebbe consentire a un’azienda di usare le cartelle cliniche di 61 milioni di cittadini”. Cosi’ Enrico Rossi, governatore toscano e fra i fondatori di Mdp, nel suo blog. Rossi parla di “un codicillo che sembra concepito per spianare la strada all’accordo che il governo Renzi aveva annunciato nel 2016 con Ibm” fra i “giganti mondiali dello sviluppo dei programmi d’intelligenza artificiale, molto attivo nel settore sanitario”. “Ci risulta – afferma Rossi – che Ibm avrebbe posto come condizione per il suo investimento la possibilita’ di utilizzare i nostri dati anche per finalita’ ulteriori. Ai tempi di Fb, Amazon e della profilazione digitale delle nostre identita’, regalare miliardi di informazioni a un privato, trasformandolo in un monopolista del settore, e’ una scelta scellerata”. Rossi non e’ contrario “all’uso dei dati sanitari per migliorare cure, ricerca e politiche della salute. Ma questo ‘bene comune’ deve essere gestito da autorita’ pubbliche e in un regime di libera concorrenza tra autorita’ scientifiche”. Le informazioni “non possono essere oggetto di business, o peggio di business solo di un soggetto privato o ancora ceduti gratuitamente a chi li sfrutta per ottenere profitto”. “Con scelte di questo tipo si rischia di concedere a una multinazionale un vantaggio informativo tale da poter influire nella vita del nostro paese. La Regione Toscana si attivera’ in tutte le sedi per tutelare i dati sanitari dei suoi cittadini, per difendere le prerogative del Ssn, per salvaguardare il sistema pubblico della ricerca”.

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