Mario Caiazzo

Nel momento in cui i vertici della Hs Hospital Service Spa si rendono conto che la Gi.Med. (riconducibile a Giulia Di Capua, moglie del medico del Pascale Francesco Izzo) potrebbe diventare distributrice di un’azienda concorrente, la Neuwave Medical (società statunitense che produce un prodotto medicale simile al generatore microonde realizzato da Hs), si comincia a prendere le distanze proprio da Giulia Di Capua.
La circostanza è rilevata anche durante una conversazione – intercettata il 3 marzo del 2015 – che intercorre tra il presidente del consiglio di amministrazione della Hs Hospital, Stefania Improta e Marco Pirovano. Improta, come risulta dal faldone dell’ordinanza, riferisce a Pirovano che sarebbe intenzionata a sospendere Pasquale Gioielli, capo area Sud della Hs Hospital, «perché è una persona fuori controllo, che potrebbe farle passare dei guai e mandarla in galera». La Hs comincia dunque a prendere le distanze da Giulia Di Capua, tanto è vero che il 10 marzo del 2015, annotano gli inquirenti, «quest’ultima si lamenta con Gioielli per non aver ancora ricevuto l’offerta per rispondere all’offerta (con ogni probabilità, la Di Capua si riferisce all’offerta per partecipare alla gara d’appalto pubblicata dal Pascale il 24 gennaio del 2015 i cui termini per la presentazione delle offerte sarebbero scaduti il successivo 30 marzo)».
La situazione, scrivono i magistrati nel faldone dell’ordinanza «diviene più chiara il 12 marzo (2015) allorquando viene captata una conversazione tra Improta Stefania e il di lei padre. Durante la quale la donna informa il genitore di aver dato mandato al (proprio) legale di verificare se risultasse iscritta nel registro degli indagati presso la Procura di Napoli». Nel corso del medesimo colloquio Improta dice anche a suo padre che «Gioielli è stato sospeso per motivi di salute».