Si riaccende la protesta degli operatori socio – sanitari impiegati nei servizi di assistenza ad anziani, persone con disabilita’, sofferenti psichici e persone con problemi di dipendenze della Asl Napoli 1 Centro. Oggi, a partire dalle 10,00 si tiene un incontro in prefettura tra rappresentanti degli operatori, dei sindacati, del gruppo Gesco e della Asl per “tentare di risolvere pacificamente una vertenza che – si legge nella nota congiunta – dal 1 maggio 2019 mette a rischio il posto di lavoro di circa 500 operatori, se si verifichera’ quanto previsto dalla Asl Napoli 1 Centro per la gestione dei servizi socio-sanitari: proroga fino al 31 aprile 2019, poi taglio di un terzo delle prestazioni e impiego di meno di cento operatori sugli attuali 620”. La Asl ha previsto solo le funzioni educative nei servizi finora gestiti da un’Ati con capofila Gesco (e che comprende Solco, Il Pioppo, Icaro e Prodos). Sono stati eliminati tutti gli operatori socio-sanitari, gli assistenti sociali, gli psicologi e i fisioterapisti. Sono rimasti solo animatori di comunita’, educatori e terapisti della riabilitazione nei centri territoriali. Gli operatori socio-sanitari (Oss) non sono piu’ previsti nemmeno nelle strutture ospedaliere. La denuncia e’ che “con la scomparsa di queste figure professionali, scompariranno anche le attivita’ nei servizi di salute mentale per anziani e disabili: nelle Sir (strutture intermedie per sofferenti psichici), nelle Rsa (Residenze sanitarie assistite sia per salute mentale che anziani) e Rsh (Residenze sanitarie area riabilitazione – per disabili) e nei centri diurni (anziani, disabili, salute mentale)”.
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