Probabilmente la colpa è degli scarichi. Sta di fatto che il sindaco Vincenzo Figliolia ha emesso un’ ordinanza di divieto di balneazione a seguito dei rilievi effettuati nel tratto di mare antistante all’ex Convitto delle ‘Monachelle” e l’ex Lido Augusto. Ebbene, quei rilievi effettuati dall’Arpac hanno hanno fatto emergere un dato negativo rispetto alla presenza di colibatteri. Il divieto di balneazione è temporaneo. A fare il punto sulle acque flegree l’Arpac aveva iniziato ad aprile (e i controlli verrano effettuati mensilmente fino a settembre), con una classificazione dettagliata relativa allo stato di salute del mare flegreo. Dai primi rilievi si è evinto che non è molto cambiata la situazione rispetto allo scorso anno. Nessuna sorpresa, dunque. La maglia nera va alla zona di Licola, ancora troppo inquinata per essere giudicata balneabile. Lì la qualità delle acque è del livello più basso. Va meglio a Lucrino, in via Napoli, le cui acque possono essere definite “eccellenti”. L’Agenzia regionale protezione ambientale della Campania, lo scorso anno, individuò e classificò i tratti di mare destinati alla balneazione e successivamente la giunta regionale, con delibera, indicò quali fossero le zone idonee e non idonee alla balneazione per l’anno 2017. Lo scorso anno, per ciò che riguardava Pozzuoli, gli unici tratti di mare “permanentemente vietati alla balneazione per motivi diversi dall ‘inquinamento ” ftirono (come quest’anno) quelli relativi al Collettore di Cuma e al Porto, mentre i tratti di costa “temporaneamente interdetti alla balneazione” (vista la qualità delle acque considerata “scarsa “), furono quelli m corrispondenza della Foce di Licela. Quindi un’ordinanza dispose il divieto di balneazione in quei tratti di mare. Le aree marino costiere non inteidette alla balneazione con l’ordinanza venivano definite comunque ‘a rischio’ nel corso della stagione balneare qualora si fosse verificata una situazione inaspettata tale da avere “un impatto negativo sulla qualità delle acque di balneazione o sulla salute dei bagnanti, a seguito di segnalazione dell’Arpac sulla scorta del moni toraggio da effettuarsi nel corso della stagione balneare “. La balneazione nelle acque idonee e non inteidette è consentita soltanto durante il periodo stabilito: dal 1  maggio al 30 settembre, in quanto la balneazione al di fuori del periodo può comportare rischi per mancanza di controlli, campionamenti e analisi che attestino l’idoneità delle acque: durante la stagione balneare, indipendentemente dai controlli previsti, in caso di pioggia persistente o di notevole intensità che comporti l’entrata in funzione degli scaricatori di piena nelle fognature a sistema misto, saranno adottate misure di gestione preventive che includano l’informazione del pubblico e, se necessario, un divieto temporaneo di balneazione, o comunque, una misura di limitazione della balneazione ai fini della tutela della salute dei bagnanti.

CONDIVIDI