Nel nostro Paese polmonite uccide ogni anno oltre 9mila persone, ovvero il triplo dei morti per incidenti stradali. Il 96 per cento delle vittime ha un’eta’ superiore ai 65 anni, ma a rischio sono anche i piu’ piccoli. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanita’, ogni anno muoiono per polmonite circa 1,8 milioni di bambini sotto i 5 anni d’eta’. “La polmonite – si legge sul sito del ministero della Salute – e’ un’infiammazione della parte terminale dei polmoni, gli alveoli polmonari, piccoli (0,2 mm) palloncini elastici, il cui scopo e’ estrarre dall’aria l’ossigeno necessario alla funzione di tutte le cellule e cedere l’anidride carbonica che e’ il prodotto di ‘scarto’ dell’attivita’ cellulare”. In genere, la polmonite e’ causata da infezioni batteriche, virali o piu’ raramente fungine. Anche l’inalazione di liquidi o sostanze chimiche, cosi’ come l’aspirazione nell’albero tracheo-bronchiale di residui alimentari e succhi digestivi, determina il quadro infiammatorio tipico della malattia. L’infezione causa l’infiammazione e il riempimento degli alveoli con liquidi. Questa condizione rende difficile lo scambio gassoso, e quindi la respirazione, ed e’ direttamente responsabile dei sintomi piu’ comuni che caratterizzano la patologia: tosse e difficolta’ a respirare. Nei casi piu’ gravi la polmonite puo’ avere serie conseguenze e mettere a repentaglio la vita. Sono a maggior rischio di polmonite i fumatori, le persone affette da altre patologie (in particolare malattie polmonari come la BPCO, l’asma e la fibrosi cistica, malattie cardiache, malattie renali o del fegato) e le persone con un sistema immunitario indebolito. Nella maggior parte dei casi la polmonite puo’ essere curata a casa con antibiotici. I casi piu’ gravi tuttavia devono essere ricoverati in ospedale perche’ la polmonite puo’ causare serie complicanze come l’insufficienza respiratoria, il versamento pleurico, l’ascesso polmonare e la setticemia. La polmonite puo’ essere prevenuta con opportune norme igieniche, con stili di vita corretti (smettere di fumare, per esempio). Inoltre, esistono anche vaccini che proteggono soltanto da alcuni dei microrganismi infettanti.
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