Al via il piano di monitoraggio dell’assistenza sanitaria del ministero della Salute, che mette a disposizione delle Regioni strumenti di controllo della qualita’ e della quantita’, con particolare attenzione per tumore al seno, infarti e punti nascita, per i quali troppe strutture sono fuori standard. Basato sui flussi informativi, punta a ottimizzare gli investimenti e a migliorare l’assistenza grazie a una rete ospedaliera piu’ razionale: fornisce infatti la possibilita’ all’amministrazione regionale di valutare la propria produttivita’ e le performance di ogni singola struttura sanitaria, oltre che gli strumenti per migliorare cure e assistenza al pubblico Il piano e’ stato presentato oggi a Roma dal ministro Beatrice Lorenzin e dal direttore della programmazione sanitaria Andrea Urbani. “Puntiamo ad evitare i commissariamenti delle Regioni, se commissariamento deve essere vada a carico della asl che presenta criticita’”, ha detto il ministro. Sul monitoraggio Lorenzin ha spiegato che “il ministero della Salute prosegue sulla strada del potenziamento del Ssn mettendo a disposizione delle Regioni un nuovo cruscotto di valutazione dell’assistenza sanitaria”. Dai primi dati, relativi al 2016, emerge che l’83,8% delle strutture di chirurgia che operano tumori al seno non rispetta gli standard, cosi’ come il 48,3% di quelle che intervengono sugli infarti. Per quanto riguarda i punti nascita, il 22,4% e’ sotto la soglia dei 500 parti all’anno prevista. Non solo: a livello regionale sono state registrate percentuali variabili di parti cesarei, che vanno dal 20 al 59 per cento. “In tutte queste strutture sanitarie sottodimensionate si riscontrano due problemi – ha commentato il ministro – le cure sono piu’ costose per il Ssn e soprattutto possono presentare una minore qualita’”. Nei giorni scorsi intanto sono partite dalla Direzione della Programmazione del ministero ventuno lettere alle Regioni per fornire gli elementi utili all’allineamento dell’offerta ospedaliera. L’obiettivo e’ quello di rendere piu’ efficace l’offerta rafforzando i poli specializzati su patologie e cure a maggior impatto sociale. “Siamo pronti a ripensare la governance in sanita’ per adeguarla ad un mondo che e’ cambiato e che continua a cambiare a una velocita’ impensabile fino a pochi anni fa”, ha concluso il ministro.

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