A Palermo il primo centro interaziendale per la procreazione assistita, un modello per il Sud. “In Sicilia e’ record nella diaspora delle coppie infertili, numerose ogni anno, ma dal 2017 con il nuovo centro interaziendale e’ iniziata un’inversione di tendenza”, dice il Antonio Perino dell’Universita’ di Palermo. La disomogeneita’ tra le varie regioni italiane in tema di prestazioni di Procreazione medicalmente assistita rappresenta uno dei problemi piu’ gravi. La situazione e’ dunque molto diversa tra le varie regioni. La Sicilia da qualche anno e’ riuscita a implementare un modello di eccellenza che potrebbe essere un traino per tutto il Meridione, che in generale e’ rimasto indietro. In Sicilia Occidentale, dove e’ necessario erogare questo tipo di servizi per una popolazione di circa 2 milioni e 700mila persone, ci sono 5 centri privati e solamente uno pubblico interaziendale. Ma proprio quest’ultimo rappresenta il felice esperimento dell’Isola. La genesi fu nel 2014, quando l’allora Assessore alla Sanita’ Lucia Borsellino, con apposito decreto, decise di mettere insieme i direttori generali di tre diverse aziende, al fine di creare il Centro Unico Interaziendale di Procreazione Medicalmente Assistita. Il centro e’ nato mediante una sorta di joint venture di tre aziende: il Policlinico universitario Paolo Giaccone, l’Asp 6 (la territoriale di Palermo) e gli Ospedali riuniti Villa Sofia Cervello. Il laboratorio e’ stato centralizzato dentro gli Ospedali Riuniti: il personale e le risorse tecnologiche delle tre aziende sono state concentrate in un polo unico e specializzato. In questa sede era gia’ stata realizzata la prima criobanca della Sicilia occidentale, che garantiva la possibilita’ di avere tutte le risorse tecniche, compresa anche la banca di gameti e di tessuto ovarico. Gli ambulatori sono anche all’Ospedale Villa Sofia di Palermo, per dare la possibilita’ di accedere ai servizi anche presso un’area piu’ vicina al centro storico del capoluogo siciliano.

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