“Impegno mantenuto: dopo quasi dieci anni di blocco questa notte e’ stato firmato il contratto per le donne e gli uomini della pubblica amministrazione. Una tappa fondamentale del percorso avviato nei#millegiorni del Governo Renzi e proseguito con il Governo Gentiloni”. Lo scrive il ministro della pubblica amministrazione Marianna Madia su Facebook. “Grazie alle risorse stanziate dal Governo con questa legge di bilancio, – spiega Madia – il nuovo contratto per la Pa centrale, esattamente come ci eravamo impegnati, garantisce l’aumento in busta paga di 85 euro medi mensili a tutti i dipendenti pubblici e la salvaguardia del bonus 80 euro per i lavoratori che lo percepivano. E’ un contratto che ristabilisce un equilibrio virtuoso tra diritti e doveri. E’ prevista l’estensione di tutele importanti come quelle per i lavoratori affetti da gravi malattie e al contempo il contrasto severo a comportamenti opportunistici come l’assenteismo. Non ci saranno piu’ premi a pioggia ma nemmeno l’assurda previsione di fasce predeterminate. A questa firma seguiranno gli accordi per il comparto conoscenza, sanita’ ed enti locali. Nel frattempo ieri abbiamo riunito il tavolo per il rinnovo del contratto del comparto sicurezza e difesa: speriamo in un esito positivo in tempi rapidi. Continuiamo a lavorare fino alla fine della legislatura per mantenere tutti gli impegni presi”, conclude il ministro.

Brindano anche i sindacati: “Piu’ diritti, piu’ contrattazione, piu’ salario. Ora assemblee e consultazione. Continuiamo per conquistare contratto sanita’, enti locali, istruzione, Si puo’! #CiSiamo #EffePiu’ #contrattosubito”: commenta il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso su Twitter. “La firma del nuovo contratto pubblico e’ un fatto estremamente importante che premia gli sforzi della Cisl. E’ un segnale positivo per tutto il Paese”, sottolinea la segretaria generale del sindacato di via Po, Annamaria Furlan. “Con una paziente opera negoziale ed un’attivita’ sindacale sinergica abbiamo restituito dignita’, attraverso risorse economiche importanti, ai tanti lavoratori e lavoratrici che hanno sempre e comunque garantito che la macchina pubblica andasse avanti e consentisse al Paese il funzionamento della imprescindibile struttura di servizi”, aggiunge Furlan. Antonio Foccillo, segretario confederale Uil, e di Nicola Turco, segretario generale Uilpa evidenziano che “si tratta di un atto di grande responsabilita’ nei confronti dei lavoratori, perche’ gli si riconosce finalmente un aumento del loro potere di acquisto. Di primaria importanza sono le parti che ripristinano le nuove relazioni sindacali, riconsegnando un ruolo di partecipazione ai lavoratori nei processi di riforma nelle varie amministrazioni”. “Positiva poi – aggiungono Foccillo e Turco – la possibilita’ di inserire nella contrattazione di secondo livello il welfare aziendale anche nel pubblico impiego”. “Un risultato storico. Un contratto che da piu’ diritti e archivia la legge Brunetta”, commenta infine la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino. Nel contratto vengono introdotte tutele nuove per le malattie gravi: per le visite specialistiche, terapie ed esami diagnostici non si perdera’ piu’ l’intera giornata ma solo le ore necessarie. Per le donne vittime di violenza, dopo i tre mesi di congedo previsti dalla legge, il contratto garantisce altri tre mesi di aspettativa. Estese inoltre le norme sul diritto allo studio includendo i lavoratori a termine e riconoscendo anche il diritto a svolgere la formazione prevista da albi o ordini, si potenzia e si rende piu’ esigibile la formazione e si introduce il libretto formativo. Infine vengono introdotte tutele per lo stress lavoro correlato e i fenomeni di ‘burn out’ e mantenute le tutele previgenti a partire dall’articolo 18 e l’orario di lavoro a 36 ore. 
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