Le ovette di pasqua hanno un’aria assolutamente innocua ma nascondono un aspetto subdolo: sono della stessa esatta dimensione delle vie respiratorie di un bambino, e possono essere molto pericolose. Molti genitori non fanno caso alle avvertenze sull’etichetta di queste uova – dove viene indicato che non sono adatte ai bambini di meno di quattro anni – e sarebbe più raccomandabile comprarne di più grandi e vuote al centro, oltre a tenere sempre d’occhio i bambini. Pur essendo rari i casi di soffocamento fatali, quando si verificano tali episodi bisogna eseguire la cosiddetta manovra di Heimlich, che ogni genitore dovrebbe conoscere a memoria. Il primo intervento ha a che fare con l’essere preparati, non impauriti, e un’azione consapevole potrebbe salvare la vita a vostro figlio. Il modo migliore per prevenire il soffocamento è quello di tenere i piccoli oggetti il più lontano possibile dalla portata dei bambini e di tagliare sempre il cibo a piccoli pezzetti standogli vicini mentre mangiano, specialmente se hanno meno di cinque anni.

Nel caso dovesse verificarsi il peggio tuttavia, ecco come fare:

  • Restate calmi e incoraggiateli a tossire per liberare le vie respiratorie
  • Chinateli in avanti sorreggendo il petto
  • Con l’altra mano, date un colpo secco tra le due scapole col palmo piatto

Tra un colpo e l’altro controllate se l’ostruzione persiste. Se il secondo tentativo non funziona chiamate un’ambulanza e riprovateci per un totale di cinque volte.

Se il soffocamento è ancora in corso, eseguite la manovra Heimlich, posizionandovi dietro al bambino e mettendogli le mani sotto la scatola toracica. Tiratelo verso su tenendolo da sotto, formando un movimento a forma di “J” per un massimo di cinque volte. Controllate sempre tra un tentativo e l’altro se le vie respiratorie si siano liberate. Se il bambino ha ancora problemi a respirare, alternate cinque colpi sulla schiena alle spinte tenendolo da dietro fino all’arrivo dell’ambulanza. La manovra di Heimlich non andrebbe mai eseguita con i bambini sotto l’età di un anno.

 

 

 

(fonte: Dagospia)

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