La Fnco, Federazione nazionale dei Collegi delle ostetriche, guarda “con attenzione e preoccupazione all’iter di approvazione della legge di Bilancio che interviene con tagli drastici sulla sanità. Una riduzione di fondi così significativa, in un settore strategico e già in forte crisi economica, rischia di essere pericolosa per la tenuta del sistema di assistenza sanitaria nazionale”. In particolare, in ambito ostetrico “un taglio di fondi così drastico – avverte la presidente della Fnco, Maria Vicario – metterebbe di certo a rischio la presa in carico e la tutela della salute delle donne a livello regionale”. E a farne le spese sarebbero soprattutto “i soggetti deboli, che appartengono a condizioni economiche e sociali fragili: donne e migranti cui già con grande professionalità e anche molti sacrifici la categoria cerca di arrivare”.

Per questo la Federazione “sottoscrive e appoggia il documento presentato dalla Commissione Salute delle Regioni, nel quale vengono individuate le richieste principali da presentare ai presidenti della Commissione Salute delle Regioni e, se approvate, al Governo, affinché la legge di Bilancio non metta ulteriormente in ginocchio il settore”. Spiega Vicario: “Come presidente della Federazione che rappresenta le 22 mila professioniste ostetriche/i che lavorano in Italia, non posso che auspicare un ritorno sui propri passi da parte del Governo, accogliendo gli emendamenti, già scartati in Senato, ripresentati alla Camera”. a – precisa la presidente – è decisivo l’accoglimento del rilievo fatto in merito all’intervento per definire nuovi strumenti di programmazione per le assunzioni di personale: il vincolo dell’1,4 % (-1,4% della spesa del 2004) è ormai anacronistico”. Un intervento in tal senso “permetterebbe la possibilità di garantire un giusto turnover e di ridurre il tasso di disoccupazione professionale che riguarda non solo giovani professioniste che devono immettersi per la prima volta nel mercato del lavoro, ma anche il rientro di coloro che in seguito a riordini delle strutture in cui lavoravano sono attualmente senza lavoro. Ma soprattutto, la maggior presenza delle ostetriche sul territorio significa garantire un servizio di prevenzione, presa in carico e tutela della salute delle donne e quindi di tutta la comunità”.

Vicario conclude assicurando “la massima disponibilità al confronto, a sedersi attorno a un tavolo per discutere con documenti e numeri alla mano come potenziare e migliorare la sanità italiana”.

 

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