Inaugurato ieri mattina il nuovo Pronto Soccorso dell’ospedale di Roccadaspide. Alla cerimonia erano presenti il governatore Vincenzo De Luca, direttore Asl Salerno, Antonio Giordano, autorità civili, religiose, militari. Grande soddisfazione da parte deisindaci ed in primis di quello di Roccadaspide, Gabriele luliano, il quale sottolinea come grazie all’investimento dell’Asl e della Regione Campania, che si riconduce a quello dell’organizzazione del presidio ospedaliero, «abbiamo un pronto soccorso non più m deroga ma ordinario con tutti i servizi necessari. Un fatto significativo ed importante questo che cimette in condizioni di guardare al futuro con fiducia e speranza e di poter dire che la tutela sanitaria questa area interna è assicurata». «Come Regione siamo impegnati in un enorme sforzo di risanamento, programmazione, creazione di lavoro e trasparenza- ha dichiarato D e Luca – Potevamo fare una cosa residuale, per dire che avevamo salvato il presidio di Roccadaspide, ma sarebbe stata azione vergognosa e irrispettosa per i cittadini di questa comunità. Il Pronto Soccorso è tra i più attrezzati e moderni della Regione». Il governatore ha poi parlato di un progetto futuro: trasferire il Distretto sanitario al terzo piano dell’ospedale che, con piccoli interventi strutturali, potrebbe così diventare un polo ospedaliero medico integrato. Nel suo intervento De Luca non ha mancato di sottolineare che l’ospedale rocchese rientrava, con Scafati, Cava de’ Tirreni, Da Precida di Salerno, Castiglione e Agropoli nel decreto n.49 del 2010 che prevedeva la loro chiusura, anche se quello di Rocca sarebbe dovuto confluire nell’ospedale unico della Valle del Sele. «Venivamo da un atto che massacrava la sanità in provincia di Salerno- sottolinea- quello che abbiamo fatto è un piccolo miracolo. Gli ospedali citati sono tutti salvi ora. Dobbiamo lavorare con forza e portare avanti tutti gli impegni. Non dimentichiamo che la nostra Regione rimane commissariata. Abbiamo un debito di circa 1 miliardo e 200mila euro che dobbiamo smaltire senza intaccare i servizi ai cittadini».

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