Dallo scandalo dell’anno scorso, con il pronto soccorso invaso da   pazienti sdraiati su coperte sopra il pavimento a un espianto multiorgano che sa di miracolo. E’ accaduto ieri a Nola, in task force con il Cardarelli. Reni,fegato e cornee:  organi destinati a diventare materia inerte,  hanno ridato vita e sorriso ad altri ammalati, grazie a trapianti che gli hanno salvato la vita.  Il tutto  reso possibile dallo slancio di solidarietà della famiglia di un uomo di 78 anni . L’anziano padre di famiglia era ricoverato all’ospedale Santa Maria della Pietà da cinque giorni: l’emorragia cerebrale in corso non gli avrebbe dato alcuna possibilità di sopravvivenza e così i suoi cari hanno voluto farlo rivivere attraverso altre persone. Rapidissimo l’avvio alle operazioni per procedere agli espianti, nel timore di vanificare il nobile gesto. I medici del reparto di rianimazione diretti dal primario Umberto Vincenti ma soprattutto il team speciale coordinato da Giovanni Manfredi hanno immediatamente attivato le procedure e a Noia sono arrivati i colleghi dell’ospedale Cardarelli di Napoli per effettuare l’intervento. ll fegato espiantato è stato donato a una persona di Napoli che è stata sottoposta a trapianto dopo pochissimo tempo. I reni sono invece stati portati a Catania. A bordo dell’aereo proprio i medici del Santa Maria della Pietà. Le cornee sono state inserite nella banca nazionale. «Esprimo gratitudine – ha detto il direttore generale dell’AsI Napoli 3 Sud Antonietta Costantini – a tutto il personale del presidio ospedaliere di Noia per lo straordinaria professionalità mostrata in occasione dell’espianto multiorgano effettuato la scorsa notte in collaborazione con l’équipe del Cardarelli di Napoli. Un intervento che, nel pieno rispetto della famiglia del donatore, restituirà una nuova prospettiva di vita alle persone riceventi».

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