Mario Caiazzo

Scrivono i magistrati nel faldone dell’ordinanza sul presunto giro corruttivo all’ospedale Pascale di Napoli: «Il dott. Izzo (Francesco Izzo, ndr) è il deus ex machina di questo giro di corruttele e anche di truffe ai danni dell’Istituto Pascale (…) Ha dimostrato estrema scaltrezza, ma anche un totale senso di onnipotenza». Il primario, direttore della struttura complessa di chirurgia oncologica addominale ad indirizzo epatobiliare (è stato reintegrato a marzo scorso nel suo incarico, ma risulta ancora sotto processo, ndr), annotano sempre gli inquirenti, «ha cercato di avere informazioni sulle indagini, nulla sembrava poterlo fermare».

Di primo piano, secondo le ipotesi dell’accusa, è anche il ruolo della moglie
di Izzo, Giulia Di Capua.

«La Di Capua, dal canto suo, in accordo col marito crea dapprima una società della quale ha il 90% che consenta loro di agire, e contrarre direttamente con il Pascale sfruttando la posizione dell’Izzo – è scritto nero su bianco nel faldone dell’ordinanza – Poi, vistasi a dichiarare la situazione di incompatibilità, in accordo con l’ex socio di minoranza, crea una società nella quale ella non compare, ma che gestisce in completa autonomia e nella quale figura un prestanome».

La Procura di Napoli

Tale presunto giro illecito avrebbe portato a rimpinguare il conto corrente di Giulia Di Capua, che attraverso tale «schema negoziale» (sottolineano i magistrati) raggiunge guadagni anche di 250mila euro. Durante una conversazione con una familiare, intercettata e registrata dalle forze dell’ordine (a supporto delle indagini), si parla proprio di tale cifra. Familiare di Di Capua: «Ah, ma sta andando bene? (per gli inquirenti ci si riferisce ai suddetti affari)». «Sì», risponde Di Capua. «Non mi dici più niente (…) Una sola volta mi hai detto: che emozione, mi sono trovata i soldi accreditati in banca», continua l’interlocutrice di Di Capua. Al che lei risponde: «Ma non mi risulta proprio di averti detto questa cosa». La familiare ribatte: «Sì, mi hai detto che ti sei trovata 250mila euro chiaramente».

Le indagini si sono avvalse anche di attività di controllo elettronico delle utenze telefoniche

Di Capua: «Che mi sono trovati»; la familiare: «Tutto guadagno». La moglie di Izzo conferma: «Eh». Più avanti nella conversazione l’interlocutrice di Di Capua afferma: «Ho capito che ti sei…». E Di Capua conclude la frase: «Abituata». «Il primo guadagno, diciamo», afferma la sua interlocutrice e Di Capua sottolinea: «Eh, brava. La prossima emozione quando saranno milioni».