A Napoli sarà vietato esporre animali macellati parzialmente o interi nelle vetrine e per strada, pena la rimozione e una multa di 500,00 euro. Non un semplice divieto, ma un atto di civiltà che punta soprattutto alla tutela dei bambini, spiega l’assessore alle Politiche Sociali con delega alla Tutela della Salute degli Animali Roberta Gaeta.«La Pasqua porta con sé questa tradizione alimentare che comporta la macabra usanza dell’esibizione dei corpi degli animali. Una modalità crudele. È nei piccoli gesti che si misura la sensibilità di una collettività». L’ordinanza vieta anche solo l’esposizione di parti di animali, obbligando i commercianti a conservarli nelle celle frigorifere, secondo le prescrizioni normative di igiene alimentare vigenti.Una decisione che punta a fare scuola perché, secondo il Servizio Promozione e Tutela della Salute e degli Animali del Comune partenopeo, non esistono precedenti in Italia di questo tipo.  «Ho accolto con grandissimo favore questa iniziativa e spero che presto qualcuno faccia altrettanto in Italia” commenta il garante degli animali del Comune di Napoli Stella Cervasio. “Nell’immaginario collettivo infantile, si legge nell’ordinanza, alcuni animali hanno i caratteri della familiarità, con importanti ricadute nell’ambito della sfera affettiva e quindi di un equilibrato sviluppo psichico”. La scelta napoletana di vietare da oggi l’esposizione di carcasse nelle macellerie potrebbe, però, suscitare delle proteste da parte dei commercianti, che hanno tuttavia 60 giorni di tempo per presentare regolare ricorso al TAR della Campania.
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