Il cuore delle neomamme va difeso. Uno studio dell’Università dell’Illinois (Usa) ha infatti scoperto che le donne sono a maggior alto rischio di insufficienza cardiaca entro le 6 settimane successive al parto. Risultati che evidenziano un problema clinico significativo tra le puerpere, anche relativamente giovani, in particolare quelle che soffrono anche di ipertensione.

Lo studio – pubblicata su ‘Circulation: Heart Failure’ – ha rilevato che sebbene meno del 2% di tutti i ricoveri correlati alla gravidanza si verifichi durante il periodo postpartum, circa il 60% dei ricoveri per insufficienza cardiaca correlati alla gravidanza avviene proprio in questa delicata finestra di tempo.

Lo studio ha analizzato i dati di ben 50 milioni di ricoveri legati alla gravidanza negli Stati Uniti dal 2001 al 2011. Dal 2001 al 2006, c’è stato un aumento annuo del 7% nelle diagnosi di insufficienza cardiaca tra i ricoveri nel periodo post-parto e le percentuali si sono poi stabilizzate fino al 2011. Gli autori concludono dunque che le madri a rischio richiedono una stretta osservazione dopo aver dato alla luce il bambino, idealmente da parte di un team multidisciplinare che include specialisti in cardiologia.

 

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