Sta destando scalpore nella comunita’ scientifica uno studio appena pubblicato sulla rivista Gut che dimostra come l’obesita’ nell’adolescente rappresenti un importante fattore di rischio per cirrosi epatica e tumore del fegato. Lo studio e’ stato condotto su 1,2 milioni di giovani maschi svedesi dell’eta’ compresa tra 17 e 19 anni, nati tra il 1951 e il 1976, i cui dati erano stati raccolti nei registri nazionali al momento della chiamata al servizio militare tra il 1969 ed il 1996, quando in quegli anni il servizio di leva era obbligatorio per cui tutti i ragazzi, eccetto una modesta percentuale del 2-3%, erano stati registrati. “La Societa’ Italiana di Gastroenterologia e Endoscopia digestiva (Sige) e’ fortemente impegnata nella ricerca di base e nella ricerca clinica sulle malattie epatiche causate dal sovrappeso e dalla obesita’ – sottolineano il presidente Domenico Alvaro e la vicepresidente Patrizia Burra – Il forte messaggio che emerge dal lavoro appena pubblicato dai colleghi svedesi sul rapporto tra obesita’ negli adolescenti e rischio di sviluppare nell’eta’ adulta malattia del fegato con progressione in fibrosi e cirrosi e sviluppo del tumore epatico, rappresenta un ulteriore stimolo alla ricerca in Gastroenterologia ed Epatologia per prevenire le malattie del fegato, intervenendo sul controllo di fattori di rischio modificabili, come l’alimentazione, il peso corporeo, l’uso inadeguato di bevande alcoliche”.

Lo studio prevedeva di registrare nel tempo un consistente numero di variabili riportate nei registri di patologie della popolazione generale, tra cui cirrosi, epatocarcinoma, ascite, encefalopatia, sindrome epatorenale, varici esofagee, scompenso epatico, tumori maligni del fegato e trapianto di fegato, incrociando i dati di segnalazione delle patologie con i dati di registrazione dei ragazzi al momento del servizio militare. Poi i ragazzi sono stati suddivisi in categorie in base al loro BMI (Body Mass Index) ed e’ stato osservato nel tempo lo sviluppo di diabete, malattie epatiche ed epatocarcinoma con la stima del tasso di mortalita’ per tali patologie, in base al BMI di partenza. Al momento della valutazione di base, un po’ piu’ di 100 mila ragazzi erano in sovrappeso e quasi 200 mila erano obesi. A conferma di come l’epidemiologia dell’obesita’ sia cambiata in Europa negli ultimi 20 anni, anche lo studio svedese ha confermato che il BMI medio dei ragazzi nati nel 1976 era significativamente aumentato rispetto al BMI medio dei ragazzi nati nel 1951: non solo, ma la percentuale di ragazzi in sovrappeso, confrontata tra i due gruppi di ragazzi registrati per il servizio militare, era aumentato del 210% (dal 5.7% dei casi nati nel 1951 al 12% dei casi nati nel 1976) e del 350% era aumentata la percentuale di ragazzi obesi (dallo 0.8 dei nati nel 1951 al 2.8% dei nati nel 1976).

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