Mario Caiazzo

A sentir parlare il primario Francesco Izzo e l’informatore scientifico Marco Argenziano (entrambi all’epoca dei fatti, coinvolti nell’inchiesta sul presunto giro di corruzione al Pascale), sembra di ascoltare una conversazione molto lontana dall’ambito medico. Perché si parla di raddoppiare l’acquisto di un medicinale antitumorale, il Nexavar, destinato ai pazienti oncologici. Ma la richiesta di aumento della fornitura non è giustificata dal fatto che maggiore sarà la quantità di farmaco a disposizione dell’ospedale, maggiori saranno i benefici per i pazienti.
Tutt’altro, i benefici sono economici e sono appannaggio degli attori del presunto giro corruttivo. Oltre a una serie di sms, la cui trascrizione è inserita nel faldone dell’ordinanza, c’è una conversazione intercettata il 9 febbraio del 2015, in ambientale, nell’ufficio di Izzo. Annotano gli inquirenti: «Izzo riceve nel suo ufficio l’informatore scientifico, il quale propone allo stesso Izzo di intensificare gli ordinativi del farmaco Nexavar, prodotto e commercializzato dalla casa farmaceutica che rappresenta (l’informatore scientifico), in modo da consentire al predetto addetto alle vendite di incrementare i propri obiettivi di vendita annua».

Dalla intercettazione di suddetta conversazione si evince pure, sottolineano i magistrati, la proposta che l’informatore scientifico fa a Izzo, per far aumentare la fornitura di Nexavar al Pascale. «Voglio darti 10mila euro, perché tu sei un mio amico, perché sei una persona politicamente portata (con un peso specifico particolare, ndr), quindi in un mio futuro mi puoi servire per me… », afferma Argenziano. Il ricambio di favori futuro, spiega sempre l’informatore scientifico a Izzo sarebbe relativo al fatto che qualcuno della sua famiglia (di Argenziano) si stia laureando in Psicologia e che quindi Izzo gli potrebbe «dare una mano».