FOTO: PETER MOSIMANN, 17. 11. 2017, BERN BE: Verleihung der Balzan Preise 2017 im Bundeshaus.
Dietro l’immunoterapia anti-cancro “ci sono almeno 20 anni di ricerca e oggi alcune persone sono curate completamente. Sono sicuro che questo sia il secolo giusto: nel 2050 tutti i tumori saranno trattati con l’immunoterapia. Se non avremo eliminato completamente il cancro, potremo comunque sopravvivere”. A spiegarlo è Tasuku Honjo della Kyoto University, premio Nobel per la Medicina 2018 insieme a James P. Allison del M.D. Anderson Cancer Center, nel corso di una conferenza stampa al Karolinska Institutet di Stoccolma. I due scienziati si sono divisi il riconoscimento di 9 milioni di corone svedesi (circa 870mila euro) per la scoperta dell’immunoterapia anti-cancro. In un’Aula magna gremita di giornalisti di tutto il mondo, con una numerosa rappresentanza nipponica, i due scienziati si sono detti convinti che “il potere immunitario sia la chiave per combattere il cancro”. “Le nostre ricerche sono indipendenti ma complementari”, ha evidenziato Allison.

“Siamo due persone che lavorano andando nella stessa direzione, ma da punti di vista diversi”, ha precisato Honjo, ricordando che quello odierno non era il primo incontro con il collega. “Ci siamo già incontrati in passato”, ha detto Allison. “E’ vero, questa non è la prima volta che ci vediamo. Ci siamo incontrati in Texas – ha spiegato il nipponico alla stampa – Era il 1982 e io gli proposi una collaborazione, ma lui sfortunatamente rifiutò”. Quello della ricerca è un campo dove “c’è molta competizione. Il nostro è un lavoro complementare ma totalmente indipendente e siamo lieti di dividere questo premio”, ha assicurato Honjo. “E’ vero, abbiamo lavorato in modo indipendente. Ci sono altri meccanismi importanti, ma i nostri due sono davvero cruciali – ha sottolineato Allison – e in combinazione si potenziano”. Lo scienziato texano si dice convinto che il suo Ctla4 e il Pd-1 di Honjo siano “le due molecole più interessanti” nella strategia di togliere il freno e scatenare le difese immunitarie contro il cancro. “In futuro arriveranno combinazioni che possono lavorare insieme per superare i problemi legati alla chemioterapia. Penso a un approccio immunitario che consenta di uccidere le singole cellule malate. La chemio in alcuni tipi di cancro funziona, ma in altri meno e ha effetti sull’organismo”. La strada della ricerca è segnata dal lavoro dei Nobel: “Ci sono un migliaio di combinazioni attualmente in studio nei trial clinici. Il potere immunitario è la chiave per combattere il cancro”, assicura convinto. E ai giornalisti che chiedono se, a questo punto e dopo un Nobel, non venga la tentazione di riposare, i due scienziati rispondono convinti: “Mai pensato di mollare”.

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ECCO A CHI ANDRÀ LA SOMMA DEL NOBEL – Nove milioni di corone svedesi da dividere in due, ma come investire questa somma? I due scienziati premiati con il Nobel per la Medicina 2018 hanno le idee chiare. “Tolte le tasse – spiega Allison – penso che destinerò una parte alla ricerca sul cancro, e una a sostenere una charity in Sudamerica che si occupa di istruzione femminile”. “In Giappone il Premio Nobel è esentasse – replica Honjo con un sorriso – Impegnerò la somma per la Kyoto University: la mia idea è quella di un fondo per supportare i giovani ricercatori in medicina”. E se, rispondendo a una domanda dell’AdnKronos Salute, Allison ha spiegato che il suo desiderio per l’anno prossimo – dopo un 2018 da Nobel – è quello di “comprendere il meccanismo per usare al meglio i farmaci dell’immunoterapia contro i tumori”, Honjo ha assicurato che il Nobel era davvero uno dei suoi due grandi sogni. L’altro è legato al campo da golf: “A questo punto spero nell’anno prossimo”.

“IMMUNOTERAPIA A PREZZI STELLARI” – Anche i padri dell’immunoterapia sono preoccupati dai prezzi dei farmaci anti-cancro che puntano a togliere il freno alle difese immunitarie, per scatenarle contro i tumori. “La questione dei costi è rilevante”, ammette Allison. “Questi prezzi sono davvero alti. Ma penso che qualcosa accadrà. La speranza è che la competizione faccia scendere i prezzi di queste terapie”, aggiunge lo studioso. “Ogni nuovo farmaco all’inizio è molto costoso – interviene Honjo – poi il prezzo si abbassa. Bisogna poi considerare che questi trattamenti probabilmente si potranno interrompere, quando si vede un buon risultato”. Allison ha poi ricordato la sua “esperienza, e quella della mia famiglia, con il cancro. Anche per questo ho pensato spesso che il sistema immunitario fosse importante contro i tumori”. In precedenza il ricercatore texano aveva ricordato di aver perso la madre per un linfoma quando aveva 10 anni. Sorte analoga per due zii, mentre lui stesso ha sofferto di tumore alla prostata, melanoma e cancro alla vescica.

MELANOMA E CANCRO POLMONE – Sono migliaia i trial in corso sull’immunoterapia anti-cancro. “Le maggiori probabilità di successo di questa strategia al momento riguardano il melanoma e il tumore del polmone”, ha spiegato in conferenza stampa Allison. Lo studioso, che a 70 anni non intende interrompere i suoi studi e la battaglia personale contro il tumore – “non intendo mollare”, ha assicurato – fra i desideri per l’anno nuovo ha sottolineato anche la speranza di fare progressi contro altri tipi di cancro, fra cui il glioblastoma.

“UN ANNO PER TROVARE I FONDI” – Anche i premi Nobel hanno fatto i conti con il problema di trovare fondi per finanziare i propri studi. “Dopo aver pubblicato il mio lavoro sull’immunoterapia, ho cercato un’industria disposta ad investire: ho impiegato più di un anno prima di trovare qualcuno interessato”, ha raccontato Honjo. “Ma in tutto questo tempo non ho mai pensato di mollare – ha assicurato – Ho cercato anche negli Stati Uniti: ero e sono convinto che il sistema immunitario sia la chiave per combattere il cancro”.

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