La Procura di Napoli

Mario Caiazzo

Diecimila euro, scambio di favori, e l’interessamento per cercare di dare «una mano» a un parente dell’informatore scientifico che si sta laureando in Psicologia. E nel frattempo aumentano gli ordinativi di medicinale presso l’istituto Pascale. Tale presunto tipo di «accordo» intercorre, secondo i magistrati, tra il primario Francesco Izzo e l’informatore scientifico Marco Argenziano (entrambi coinvolti nell’inchiesta del 2017 sul presunto giro corruttivo presso l’ospedale di Via Mariano Semmola a Napoli). La proposta (captata e registrata dagli inquirenti) da parte di Argenziano a Izzo risale a febbraio del 2015: diecimila euro, appunto, per incrementare gli ordinativi di Nexavar al Pascale. Alla fine dello stesso 2015 la «missione» è compiuta. Vediamo nel dettaglio il rifornimento del farmaco come è cresciuto.
Ne rende conto lo stesso Izzo, anche tramite sms inviati ad Argenziano, che lo «notiziano dei progressi». Dal primo gennaio 2015 al 3 dicembre dello stesso anno, annotano gli inquirenti, «l’Istituto Pascale tramite la piattaforma So.Re.Sa., ha emesso complessivamente numero 27 ordini del citato farmaco (il Nexavar), per un totale di 60 confezioni ospedaliere acquistate, a fronte delle 52 (quasi il 90%, ndr) prescrizioni inoltrate dal dottor Izzo Francesco».

In particolare, dal primo gennaio al 9 febbraio 2015 (data in cui viene captata la conversazione ambientale relativa all’incontro tra Izzo e Argenziano) come affermato dal rappresentante della casa farmaceutica nel corso di tale incontro, il Pascale aveva effettivamente acquistato soltanto 5 confezioni ospedaliere del farmaco Nexavar. Dal 10 febbraio al 3 dicembre 2015 (nel periodo posteriore al suddetto incontro) l’Istituto Pascale acquista ben 54 confezioni del farmaco in questione, tramite l’inoltro di ulteriori 24 ordini di approvvigionamento.

L’Istituto Pascale

In tal modo, annotano gli inquirenti, il raddoppio «degli ordinativi nel 2015 rispetto al 2013 e al 2014, fa raddoppiare anche la spesa complessiva. Si passa dai circa 109mila euro degli anni precedenti fino ai 212.170 euro del 2015. Somma che per la maggior parte, quindi, deriva dalle 52 prescrizioni inoltrate da Izzo (per un valore di ben 183.880, 84 euro)».