Arriva da Teramo una storia assurda. Un pediatra rifiuta la visita domiciliare ad una neonata di appena due mesi, ma propone di passare in ambulatorio l’indomani. «Signora metta alla bambina una supposta di Tachipirina». «Già fatto» è stata la risposta della mamma. A denunciare l’episodio è la mamma di una coppia di gemelli di appena due mesi, rimasta incredula di fronte al comportamento del pediatra:«non sarebbe potuto passare, non aveva tempo» racconta.

Già ricorsa all’intervento del medico il giorno prima, per la forte tosse e il catarro che presentava la bimba,il giorno dopo la donna confidava nella visita del pediatra, per evitare un’uscita al freddo e compromettere ulteriormente la salute della neonata, già febbricitante. Ma ciò che ha ottenuto è stato vederne minimizzato lo stato di salute.

. A quel punto i genitori si sono rivolti subito a un altro professionista. A visitare a domicilio entrambi i gemelli è stato infatti un altro pediatra, chiamato privatamente a pagamento.

I bambini hanno entrambi la bronchiolite e il loro pediatra questo ancora non lo sa. «Dal giorno dell’ultima telefonata sto ancora aspettando che mi richiami il nostro pediatra», dice arrabbiata la mamma, abbandonata. La bimba adesso è sotto cura antibiotica: seppure fiduciosi nella guarigione della figlia, i genitori intendono presentare un esposto all’Ordine dei medici.

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