Oltre mezzo milione di famiglie italiane hanno ricevuto almeno una volta richieste di denaro o altro per essere facilitate in occasione di ricoveri, interventi, visite mediche, e nel solo ultimo anno le famiglie vittime di corruzione in sanita’ sono state 107.000: sono questi i dati di una recente indagine dell’Istat. La corruzione in sanita’ ha quindi un impatto diretto e consistente anche sui pazienti. E’ quanto emerge nell’ambito dell’evento ‘Curiamo la corruzione’ organizzato oggi a Roma. Si tratta di pratiche diffuse ovunque, ma particolarmente nelle regioni del Mezzogiorno e nelle periferie delle aree metropolitane. Lo confermano quei 2,8 milioni di cittadini che dichiarano di conoscere personalmente qualcuno a cui sono stati chiesti denaro o regalie in cambio di un favore all’interno del sistema sanitario. Nel 69% dei casi a effettuare la richiesta e’ stato lo stesso medico, nel 10,9% un infermiere e nel 19,6% altro personale sanitario. Si tratta di episodi che in genere avvengono sul luogo di lavoro, di fronte a colleghi che assistono. Sarebbero quasi 2 milioni le persone a cui e’ capitato di assistere a scambi illeciti sul luogo di lavoro, ma solo l’11,8% lo ha segnalato a un superiore e l’1,9% al responsabile anticorruzione. Le analisi nell’ambito del progetto “Curiamo la corruzione” coordinato da Transparency International Italia, in partnership con Censis, ISPE Sanita’ e RiSSC, rivelano che nell’ultimo anno il 25,7% delle Aziende sanitarie ha vissuto al proprio interno almeno un episodio di corruzione, che in genere e’ stato affrontato in maniera appropriata, anche se il 51,7% delle strutture non ha ancora adottato adeguati Piani anticorruzione. Creare una comunita’ etica e trasparente, che veda gli attori del sistema salute impegnati in attivita’ orientate alla lotta alla corruzione e’ anche l’obiettivo con cui Assobiomedica ha aderito alle Dichiarazioni di indirizzo e a un Policy paper presentati oggi. 

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