Mario Caiazzo

I carabinieri stanno cercando di ricostruire nel dettaglio anche rapporti che intercorrerebbero tra l’organizzazione – dedita al traffico illecito di medicinali – sgominata nei giorni scorsi e ambienti in odore di ‘Ndranghteta. C’è infatti un legame tra Giammassimo Giampaolo, ritenuto il capo del gruppo con base operativa a Milano e Giuseppe Strangio (ex direttore dell’ufficio postale di Siderno).

Quest’ultimo è attualmente indagato dalla Dda di Milano per riciclaggio e reimpiego di denaro proveniente da attività illecite della criminalità organizzata calabrese.

Quella della Locride, in particolare di San Luca. Per una serie di intrecci familiari sia Giampaolo che Strangio si ritrovano ad essere legati da rapporti di larga parentela ad affiliati alla ‘Ndrangheta.

Un’aula di tribunale

C’è di più: Giuseppe Strangio ha investito somme di denaro nell’acquisto della farmacia Caiazzo (di cui è titolare Giammassimo Giampaolo), e per questo lo stesso Giampaolo è stato posto sotto indagine per riciclaggio, poi archiviata. Sta di fatto, inoltre, che presso la farmacia Caiazzo lavori anche una figlia di Strangio.

A questo punto, ipotizzano gli inquirenti, il giro illecito dei farmaci potrebbe essere gestito a monte proprio da esponenti di ‘ndrine calabresi che avrebbero fatto da finanziatori.

Come è ben noto, da anni, famiglie malavitose provenienti dalla Calabria si sono trasferite al Nord, soprattutto in Lombardia, dove avrebbero avviato proficue attività fuorilegge. L’organizzazione con base a Milano era formata da 13 soggetti, tutti finiti nella rete tesa dall’Arma dei carabinieri. L’affare fuorilegge toccava diverse città italiane e anche il Napoletano, grazie alla spedizione di medicinali presso farmacie dell’hinterland partenopeo. Ma si estendeva anche all’Europa e a Paesi extraeuropei.

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