Con l’aiuto dei robot, i chirurghi dell’ospedale Monaldi di Napoli sono riusciti a riparare la parete addominale di una anziana paziente napoletana di 80 anni che soffriva di pericolose crisi occlusive recidivanti, coniugando gli effetti positivi della chirurgia mini invasiva (laparoscopia) con quelli della chirurgia tradizionale (open). Operata mercoledì scorso, la paziente dopo 48 ore è stata dimessa, in perfette condizioni di salute e senza dolore post operatorio. E, ancora una volta, l’alta chirurgia parla napoletano: a realizzare il delicato intervento, infatti, è stato il dottore Diego Cuccurullo, dell’equipe operatoria della chirurgia generale dell’ospedale Monaldi diretta dal professore Franco Corcione.

Alla paziente è stata ricostruita la parete addominale sistemando una protesi, la cosiddetta rete, tra i muscoli addominali, evitando, proprio grazie alla strumentazione hi-tech, il contatto con le viscere e tutte le possibili conseguenze come, per esempio, le dolorose aderenze. Un risultato impossibile con la laparoscopia ma realizzabile solo con la open. Usando la terminologia tecnica, i chirurghi dell’azienda Ospedaliera dei Colli di Napoli hanno eseguito un intervento robotico per laparocele con la tecnica di Rives, che ha consentito di evitare gli effetti collaterali della open come perdite ematiche ed il rischio di infezioni.

Di recente Cuccurullo è stato eletto presidente della Italian Society of Hernia and Abdominal Wall Surgery (ISHAWS), società scientifica che rappresenta il capitolo Italiano della European Hernia Society, che conta oltre mille chirurghi iscritti, e raggruppa i maggiori esperti delle patologie della parete addominale e dell’addome complesso.

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