Dna progettato al computer e’ stato trasformato in un nanointerruttore capace di legarsi a virus e batteri in modo da segnalarne la presenza: in questo modo diventa piu’ semplice e immediato controllare l’efficacia di alcuni farmaci e vaccini. Descritti sul Journal of the American Chemical Society (Jacs), i nanointerruttori sono stati realizzati in Italia, grazie alla collaborazione tra l’universita’ di Roma Tor Vergata, l’universita’ di Brescia e la start up Ulisse BioMed di Trieste. I ricercatori hanno progettato due interruttori sintetici delle dimensioni di pochi milionesimo di millimetro (nanometri) che cominciano a scambiarsi dei segnali, diventando fluorescenti, nel momento in cui entrambi sono nelle vicinanze di un anticorpo-spia di una malattia. I segnali ottici degli interruttori forniscono informazioni sulla presenza e la concentrazione degli anticorpi. L’obiettivo dei ricercatori e’ utilizzare questa tecnologia come un sistema non invasivo ed economico per controllare la presenza di virus e batteri da casa, con un esame molto simile a quello del glucometro, che permette di misurare il livello di glicemia nel sangue. “L’approccio che abbiamo proposto e’ estremamente innovativo e presenta diversi vantaggi rispetto agli attuali metodi utilizzati per rilevare marker diagnostici come anticorpi e antigeni”, ha osservato il coordinatore della ricerca, Francesco Ricci, dell’Universita’ di Tor Vergata. Il prossimo passo dei ricercatori sara’ adattare questa tecnologia alla diagnosi di diverse malattie.