In Italia, in media, si verificano tre aggressioni al giorno a danno degli operatori della salute. “Solo nell’ultimo anno le violenze denunciate ammontano a 1.200, un numero che secondo noi e’ tre volte maggiore, mentre a Roma, dai dati Inail, risultano 113”. Non ha dubbio Antonio Magi, presidente dell’Ordine provinciale di Roma dei medici-chirurghi e degli odontoiatri (Omceo), “si e’ interrotto il rapporto di cura tra medico e paziente, e il problema oggi e’ ricostruirlo”. Per farlo l’Omceo Roma e Cittadinanzattiva hanno presentato le campagne ‘Cura di coppia’ e ‘Prima di aggredire pensa’, dalle quali e’ stato elaborato un decalogo, con vademecum, contenente i 5 diritti e i 5 doveri che devono rispettare i medici e i pazienti. “Firmiamo questo protocollo d’intesa e puntiamo a rilanciare l’alleanza tra medico e paziente cominciando a parlarci tra noi”, commenta Magi ai microfoni della Dire. Nella sede romana dell’Omceo sono presenti tutti gli attori del sistema della salute: le associazioni dei malati, gli Ordini professionali, i direttori generali delle Asl e la politica. Inoltre,l’Omceo “ha gia’ aperto la sua sede ai cittadini e alle associazioni dei malati per parlare- spiega il presidente- abbiamo iniziato a farlo affrontando il tumore della mammella”. La parola chiave della violenza, secondo Magi, e’ la frustrazione. Quel sentimento che prova il paziente dopo aver atteso mesi per ottenere una prestazione. O ancora, quella rabbia avvertita dai parenti che ccompagnano il malato al Pronto soccorso, o arrivano in un secondo momento, e non riescono ad ottenere informazioni. Anche in questo caso l’Omceo di Roma e’ intervenuto riunendo “l’assessore D’Amato e i direttori sanitari e decidendo di informare i congiunti per abbassare i livelli di tensione”. La violenza denunciata dagli operatori sanitari e’ solo la punta dell’iceberg. La fotografia e’ scattata anche dalla campagna Fnomceo, a cui ha aderito l’Omceo Roma, sulla ‘Violenza sui medici’. Ecco la classifica dei luoghi maggiormente colpidi dalla violenza nel 2017: al primo posto troviamo i Pronto soccorso con 456 aggressioni, seguono i reparti di degenza con 400, gli ambulatori con 320, gli Spdc con 72 atti di violenza, le terapie intensive con 62,le aggressioni al 118 sono state 41, 37 invece quelle nell’ambito dell’assistenza domiciliare, 20 nelle case di riposo e, infine, 11 nei penitenziari. Passando alla tipologia di violenza: il 60% sono minacce, il 20% percosse, il 10% violenza a mano armata e il restante 10% vandalismo. Ma chi commette violenza? Il 49% sono i pazienti, il 30% i familiari, l’11% i parenti e un 8% sono gli utenti in generale. Le fasce orarie piu’ a rischio sono quelle della sera e della notte e, sondando i medici, la percezione di violenza e’ aumentata secondo il 72% ed e’ in forte aumento per l’8%. Di concreto c’e’ il danno economico: Nel 2017 sono state 3.783 le giornate di lavoro perse, in netto aumento rispetto agli anni precedenti con 1.522 giorni di prognosi nel 2014, 2.397 nel 2015 e 3.140 nel 2016. Tradotto in soldi, nel 2017 i danni economici ammontano a 30 milioni a carico del Sistema sanitario nazionale, contro i 12 milioni del 2014. Magi conclude: “Bene il Disegno di legge del ministro Grillo, ma oltre all’inasprimento delle pene volevamo qualcosa in piu’. Chiediamo che l’azienda agisca direttamente con querela d’ufficio per non lasciare il medico da solo a fare la querela”. Alla base di tutta la campagna ‘Cura di coppia’ c’e’ il bisogno di lavorare sulla comunicazione, che trova pieno spazio nel decalogo dei diritti e dei doveri. I DOVERI DEL MEDICO. Il medico deve rispettare a scoltare, informare, ridurre o allegerire la burocrazia, confrontarsi con altri professionisti e segnalare eventuali sprechi, rischi e disfunzioni. I DOVERI DEL CITTADINO. Il cittadino non deve sostituire il web o il passaparola al medico, ma si deve impegnare a collaborare con il medico, a rispettare le persone, gli ambienti e gli oggetti. Inoltre, anche il cittadino, e’ chiamato a segnalare le disfunzioni. I DIRITTI DEL MEDICO. TRa i diritti del medico C’e’ quello di poter esercitaria la propria professionalita’, di essere rispettato, di non dover assecondare ogni richiestra, di essere informato dal cittadino e di lavorare nelle migliori condizioni. I DIRITTI DEL CITTADINO. Il cittadino ha diritto ad avere il giusto tempo di ascolto, di ricevere informazioni comprensibili, di condividire percorsi di cura, di ricevere cure in sicurezza e di non soffrire inutilemnte.
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