È morto al  Policlinico Raffaele Arcella, dove era stato trasferito d’urgenza dopo due operazioni subite nei giorni precedenti presso la clinica Trusso di Ottaviano. Lo riporta Il Mattino. Il ragazzo aveva solo 29 anni, e la famiglia denuncia una serie di errori che potevano essere evitati.  Presso la clinica di Ottaviano Raffaele era stato ricoverato lo scorso 28 marzo per essere sottoposto a un intervento di bypass gastrico, che avrebbe dovuto portare la sperata riduzione del peso. Ma dopo l’operazione, effettuata il giorno successivo al ricovero, si sono manifestate complicanze, con febbre alta e difficoltà respiratorie. A quel punto i medici della clinica hanno effettuato un secondo intervento, ma le condizioni di Raffaele anziché migliorare sono ulteriormente peggiorate, al punto da rendere necessario il suo trasferimento al reparto di rianimazione del nosocomio napoletano. Al suo arrivo, i medici del II policlinico lo hanno trovato in condizioni disperate, tanto da dichiararlo in imminente pericolo di vita. «Solo dopo due giorni i sanitari della clinica Trusso si decidevano a trasferirlo d’urgenza al II Policlinico, ma le condizioni di Raffaele erano davvero disperate – ha denunciato il papà Antonio – mio figlio è arrivato in fin di vita al II Policlinico, con un polmone non più funzionante e l’altro intaccato da broncopolmonite, e una setticemia in corso estesa a tutti gli organi interni».

La famiglia ha presentato due denunce: una alla stazione dei carabinieri di Crispano e l’altra al commissariato di polizia dell’Arenella a Napoli, che ha competenza territoriale sul Policlinico.

Nella sua denuncia, il padre di Raffaele ha dichiarato di aver appreso dagli stessi medici che «nel primo intervento era stato perforato l’intestino» del figlio. Ma nemmeno il secondo intervento migliorava le condizioni di Raffaele. E – si legge nella denuncia «i sanitari della Clinica Trusso attrezzavano una rianimazione nella camera destinata alla degenza», non essendovene una nella struttura.

Il pm Mario Canale ha disposto il sequestro della cartella clínica del II Policlinico e della salma per procedere all’autopsia. Il fascicolo per competenza è stato trasmesso alla Procura di Nola ed è ora nelle mani del pm Antonella Vitagliano, che ha disposto il sequestro anche dell’altra cartella clínica della casa di cura di Ottaviano.

Raffaele lascia la moglie Maria, di 26 anni, e un bambino di appena otto.

 

 

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