Dal 1990 al 2016 i suicidi sono diminuiti in tutto il mondo di oltre un terzo. Lo ha rivelato uno studio pubblicato sul British Medical Journal, secondo il quale ci sono profonde differenze nel numero di uomini e di donne che si tolgono la vita. Si stima che nel 2016 817mila persone si siano uccise, un numero in aumento del 6,7 per cento dal 1990. Tuttavia, poiche’ la popolazione mondiale e’ cresciuta negli ultimi 30 anni, il Global Burden of Desease, un progetto che registra tutte le cause note di morte per paese, ha rilevato che il tasso di suicidio adattato per eta’ e popolazione e’ sceso da 16,6 a 11,2 morti per 100mila persone, un calo del 32,7 per cento. “Il suicidio e’ considerato una causa di morte prevenibile e questo studio dimostra che dovremmo continuare nei nostri sforzi verso la prevenzione”, ha detto Heather Orpana, ricercatrice presso la Public Health Agency del Canada e collaboratrice dello studio. “Con ulteriori sforzi potremmo ottenere altre riduzioni della mortalita’ per suicidio”, aggiunge. L’Organizzazione mondiale della sanita’ considera il suicidio come un problema critico per la salute pubblica e stima che almeno 800mila persone si tolgono la vita ogni anno. L’analisi del Global Burden of Disease, condotta ogni anno dall’Institute for Health and Metrics Evaluation, un thinktank parzialmente finanziato dalla Bill and Melinda Gates Foundation, stima la mortalita’ in base alle cause, alla posizione, all’eta’ e al sesso estrapolata da centinaia di fonti di dati. Pur accogliendo con favore la tendenza generale al ribasso, i ricercatori avvertono che in diverse parti del mondo il suicidio e’ ancora tra le principali cause di anni di vite perse. Nel 2016, sono stati persi a livello globale a causa del suicidio 34,6 milioni di anni di vita. Gli uomini sono coloro che tendono a togliersi la vita maggiormente rispetto alle donne. “I tassi di mortalita’ sono generalmente piu’ alti per gli uomini, ma c’e’ una notevole varieta’ a seconda dell’eta’ e persino del paese”, ha detto Orpana. Tra gli uomini sono stati registrati 15,6 decessi ogni 100mila, mentre tra le donne sono stati registrati 7 decessi per 100mila. Lo studio ha rilevato anche che il tasso globale di mortalita’ per tutte le cause di morte e’ diminuito di oltre il 30 per cento dal 1990, qualcosa che spesso viene attribuito al fatto che ci sono meno persone che vivono in assoluta poverta’ e a un migliore accesso all’assistenza sanitaria. I ricercatori hanno evidenziato enormi variazioni nelle tendenze suicide da un paese all’altro. In Cina il tasso medio di morti per suicidio e’ diminuito del 64,1 per cento dal 1990, mentre in luoghi come lo Zimbabwe il tasso e’ quasi raddoppiato nello stesso arco di tempo. 
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