Indagini preliminari, la procura di Benevento ha chiesto un’ulteriore proroga di 6 mesi.

Ne abbiamo parlato con la dottoressa Ursula Franco, la criminologa che assiste la difesa dei fratelli Ciocan, avvocati Salvatore Verrillo e Giuseppe Maturo.
La dottoressa Franco ha sostenuto da sempre che la morte di Maria è stato un evento accidentale occorso mentre la bambina si trovava in compagnia di un’amica più grande di lei conosciuta alla famiglia e che dalle indagini emerge senza ombra di dubbio che ad abusare della bambina era suo padre Marius Ungureanu.

Vi ricordiamo che del team difensivo di Marius Ungureanu fanno parte l’avvocato Fabrizio Gallo, la psicologa Roberta Bruzzone e la biologa Marina Baldi.

Dottoressa Franco che può dirci riguardo alle indagini?

Posso dirle che sono stati spesi senza motivo decine di migliaia di euro dei contribuenti in indagini inutili e che finché il caso resterà alla procura di Benevento non si caverà un ragno dal buco.

Sono stati indagati due ragazzi per un omicidio mai avvenuto, non solo, le risultanze dell’esame medico legale eseguito da due consulenti della procura escludono che i Ciocan si trovassero in paese al momento della morte di Maria.

A un mese dalla morte della bambina lo sperma del padre è stato isolato su una maglietta in uso esclusivo a Maria e sulla copertina del suo lettino, a seguito di questi ritrovamenti da parte dei RIS di Roma sono state registrate telefonate incriminanti per quanto riguarda gli abusi sessuali, telefonate che hanno come protagonisti Marius, Elena Ungureanu e un altro soggetto.

Tutti questi elementi non sono passati inosservati ai nove giudici che hanno esaminato gli atti di indagine e che hanno respinto le richieste d’arresto dei Ciocan.

Quattro persone, le più vicine alla famiglia della piccola Maria, non sono mai state intercettate, la soluzione del caso è lì, tra queste quattro persone c’è l’amica con la quale Maria si trovava nel Resort quella sera, la quale non la soccorse per paura.

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