“Riconsegnerò la mia scheda elettorale perché mi vergogno di essere una cittadina italiana.
Loro sono liberi, anzi sono sicura che stanno festeggiando, mentre mio figlio è morto a vent`anni. Quell`uomo ha fatto sì che mio figlio morisse, Marco urlava come un disgraziato in quella casa…e gli dai solo 14 anni?”. Così ha detto la signora Marina Conte, madre di Marco Vannini. La donna ha parlato fuori dal tribunale, trattenendo con difficoltà il pianto, davanti a cronisti e telecamere. “Quale messaggio arriva dalla giustizia ai giovani? Che puoi uccidere chiunque e andare in giro come se
niente fosse. Dentro quell`aula c`è scritto che la giustizia è uguale per tutti. Ma non è vero, perché mio figlio è in un fornetto da tre anni e quelli stanno a spasso. Maledetta quella notte e maledetti loro. Fatevi sentire perché non è giusto solo che paghino solo le mamme a cui ammazzano i figli. Ho sempre confidato nella giustizia, ma oggi capisco che è dalla parte di chi uccide”. Valerio Vannini, il padre di Marco, non ha parlato con i giornalisti. Attorniato da amici e parenti ha guadagnato l’uscita dalla cittadella giudiziaria e poi è andato accanto alla moglie. “C’è una sofferenza incredibile…”, hanno spiegato in tanti vicino ai cartelli illustrati con il volto di Marco.

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