“Credo che i protocolli vadano rivisti perche’ tragedie come quella accaduta ieri a Mario, che non hanno la stessa risonanza di quella di Astori, accadono sempre piu’ spesso nello sport dilettantistico”. Esprime preoccupazione e chiede controlli medici piu’ meticolosi l’ex azzurro di pallanuoto Franco Porzio, presidente dell’Acquachiara, la societa’ sportiva a cui era iscritto il giovane 17enne deceduto ieri in piscina a Caivano dopo avere accusato un malore mentre si allenava. Porzio, stamattina, si e’ recato in visita a casa dai genitori del giovane, a Casalnuovo (Napoli). A loro ha espresso il suo dolore per l’accaduto: “I genitori sono distrutti – ha detto Porzio – c’erano le famiglie di tutti i ragazzi che nuotavano con Mario e la sorella, 35-40 ragazzi, la nostra famiglia”. “Secondo quanto mi e’ stato riferito – ha detto ancora il presidente dell’Acquachiara – e’ stato fatto tutto il possibile per rianimarlo, c’erano anche i genitori, che ora non riescono a darsi pace. Mario sarebbe morto all’istante, mentre stava nuotando. Quando e’ stato portato fuori gia’ non c’era piu’ niente da fare”. Secondo quanto si e’ appreso, al ragazzo sarebbero state praticate tutte le manovre di rianimazione, anche con l’ausilio di un defibrillatore. “Credo si possa e si debba fare di piu’, – ha sottolineato l’ex campione azzurro di pallanuoto – anche se esiste una percentuale di imponderabilita’ e’ necessario fare tesoro di queste tragedie e lavorare affinche’ non accadano piu'”. Nelle prossime ore la Procura della Repubblica di Napoli Nord dovrebbe fissare la data dell’esame autoptico sul ragazzo, la cui salma ieri e’ stata trasferita nel II Policlinico di Napoli: grazie a quegli accertamenti si potra’ fare luce sull’accaduto.

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