Il morbillo in Italia rappresenta un’emergenza anche tra gli operatori sanitari, a partire da medici e infermieri: cento dei casi di morbillo verificatisi quest’anno sono stati infatti segnalati proprio tra gli operatori sanitari. A richiamare l’attenzione su questo problema, anche alla luce del recente focolaio della malattia verificatosi a Bari, è il presidente della Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali (Simit), Massimo Galli.

Tra i cento casi segnalati nel personale sanitario, 83 operatori non erano mai erano mai stati vaccinati, mentre 8 erano stati vaccinati in maniera incompleta. Va ricordato che ogni caso di morbillo, spiega Galli, “è potenzialmente in grado di causare 16-18 casi secondari. È quindi assolutamente inaccettabile che un operatore sanitario non sia protetto e di conseguenza non protegga i suoi assistiti, evitando di contribuire alla diffusione dell’infezione”.

L’età mediana degli operatori sanitari colpiti da morbillo, 35 anni, e l’età mediana dei casi di morbillo segnalati in Italia quest’anno, 25 anni, rivelano come a rischio di contrarre questa malattia siano anche gli adulti non vaccinati o che non si siano infettati in età infantile. Tra questi, molte donne in età fertile che, avverte il presidente Simit, “dovrebbero assolutamente vaccinarsi prima di intraprendere una gravidanza. E altrettanto necessario è provvedere alla vaccinazione degli operatori sanitari non vaccinati e che non abbiano contratto il morbillo nell’infanzia”.

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