Dei 4.000 casi di violenza sul luogo di lavoro registrati in un anno in Italia, più di 1.200 riguardano operatori della sanità: all’interno di questo 30 per cento del totale, II 70 per cento è contro professioniste donne, soprattutto medici della guardia medica. Sono dati pesanti quelli elaborati dall’Inail, portati dalla Fnomceo all’attenzione dell’Osservatorio permanente per la garanzia della sicurezza e per la prevenzione degli episodi di violenza ai danni degli operatori sanltari, istituito nel giorni scorsi e presieduto dal ministro della Salute. L’organismo è composto dal comandante dei Carabinieri del Nas, dal coordinatore degli assessori alla sanità regionali, dai presidenti delle Federazioni degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, degli infermieri, dei veterinari, dei farmacisti, dal presidente della Federazione nazionale degli Ordini della professione di Ostetricia, dal direttore generale dell’Agenzia per i servizi sanltari regionali e dai direttori generali della Prevenzione, della Programmazione, della Sanità animale e del Farmaci veterinari e delle Professioni sanitarie del ministero.

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